lunedì 24 novembre 2008

IL PETRUZZELLI NON APRE PER UN PROBLEMA ( SI FA PER DIRE ) POLITICO


Il 6 dicembre prossimo il Petruzzelli , Teatro storico barese distrutto dal rogo nel 1991, non avrà la sua inaugurazione . La colpa è di una disputa tra centrodestra e centrosinistra , tra governo locale e governo nazionale.


Un maxi orologio a Corso Cavour scandisce il count down all’inaugurazione , ma Bondi , ministro dei Beni Culturali , potrebbe rovinare la festa. C’è il fondato sospetto che la bega infinita tra i proprietari originari del teatro , i Messeni Nomagna, e l’amministrazione comunale ci sia uno scontro di potere fra il ministro per gli Affari Regionali , Fitto , leccese, ed Emiliano, segretario regionale del Popolo democratico e sindaco di Bari , in vista delle elezioni amministrative di primavera.


Dopo una serie di controversie legali , di procedimenti giudiziari, di complicati lavori di restauro : il teatro è completato. A Fitto non è sembrato vero di impugnare le richieste della famiglia , Messeni Nomagna, per la verifica tecnica e la liberatoria per l’aumento delle spese autorizzate dal commissario straordinario , per sottrarre ad Emiliano il vanto della riapertura. Fitto ha chiesto aiuto a Bondi , di istituire un tavolo tecnico per controllare l’agibilità del teatro e lo stato dei rapporti con la famiglia , rinviando l’inaugurazione a data da destinarsi.


La notte tra il 26 27 ottobre del 1991 ,un incendio distrusse l’interno del teatro , dopo la rappresentazione della Norma, mandando i rovina uno dei teatri più importanti d’Italia. Seguì stagione di polemiche e accuse , segnata da inerzia e abbandono. Pinto , autore della rinascita italiana e mondiale del Pettruzzelli, fu accusato di essere il mandante del rogo , condannato in primo e secondo grado , fu assolto nel 2007.


Prodi aveva espropriato il teatro ad una famiglia di baresi che aveva costruito il teatro su suolo pubblico e donato alla città La Corte costituzionale annullò il prvvedimento per un difetto di forma , rimettendo in discussione l’accordo raggiunto da comune, regione e provincia per la ricostruzione, nonché la gestione del teatro per 40 anni , con il riconoscimento agli eredi della famiglia di un canone di affitto di 500000 euro l’anno.


Giusto il riconoscimento alla famiglia, ma sbagliato tener chiuso un teatro per delle manovre politiche più o meno interessate : tanto da indurre il Maggio Fiorentino, orchestrali, a scendere in campo con Zubin Mehta per un concerto appello , il 6 dicembre, per la rinascita del teatro. Il rinvio è sì uno smacco per il sindaco e tutto il centrosinistra pugliese , ma anche per tutti i baresi ferite da un centrodestra che mette prima di loro le loro convenienze elettorali.

1 commenti:

Barese stufo ha detto...

Ottimo articolo informativo. Mi preme segnalare a tale proposito questo sito:

www.tagliailnastro.net

Si tratta di un'iniziativa che sinora ha coinvolto un numero abbastanza importante di cittadini, la cui volontà è una sola: quella che il teatro venga restituito alla città. Contro qualsiasi speculazione e bega meramente politica, questo è senz'altro un segnale forte, per quanto simbolico, di quanto Bari tenga a che il teatro venga riaperto entro i tempi stabiliti, e che i lavori (conclusi!) non si protraggano oltre inutilmente e dannosamente.