venerdì 28 novembre 2008

MEZZI PUBBLICI DI MESSINA NON CAMMINANO PIù. COLPA DI SCELTE SBAGLIATE SIA DELLE GIUNTE CHE DEL SINDACATO


Scelte disastrose e montagne di debiti , hanno fatto che a Messina i mezzi pubblici sono rari. Il 5 novembre , il record assoluto, l’Atm riuscì a mettere in strada 16 pullman e 5 vetture tranviarie. 21 mezzi per una città con 245 mila abitanti e un territorio di 211 Km , mentre a Padova ( che ha 30 mila abitanti in meno) uscivano 205 mezzi.


Sulla carta i mezzi ci sarebbero , come avverte il direttore dell’Atm ( Claudio Conte ) , che accusa le giunte sia di sinistra che di destra di questi anni , difatti sono presenti 168 autobus. Ma sono vecchissimi. A trieste ogni 7 anni vengono dismessi dal servizio, a Messina i mezzi hanno minimo 11 anni. Uno sicuramente è arrivato all’età di 24 anni.


Il risultato è che i mezzi che potrebbero uscire la mattina , stando ai dati, sono 47. Secondo la Gazzetta del sud solo 32. I tram sono una dozzina, l’altra metà ferma per ricambi di quelli che camminano. Non difettano però gli autisti : sono 340 . Undici per ogni autobus disponibile . Più un’altra settantina che hanno presentato un certificato medico per inidoneità definitiva : c’è chi ha la sciatica, c’è chi è stressato e c’è chi non sopporta rumore e smog. Totale dipendenti : 682. Un po’ negli uffici, un po’ nelle officine , un po’ per vigilare sui parcheggi , un po’ sui pullman per verificare la timbratura dei biglietti. L’azienda ne ha licenziato sette , perché invece che vigilare sui passeggeri andavano in giro a passeggio. In un anno di controlli neanche un “portoghese”. I sindacati ( sono 10 sigle diverse), come succede spesso, si sono messi traverso. E l’offensiva brunettiana non ha funzionato. In compenso , come afferma il commissario che doveva arginare la catastrofe , crescevano gli straordinari. Molti sono arrivati a 150 ore di straordinario al mese .


Gli incassi e i finanziamenti comunali e regionali crollavano vistosamente. Nessuna azienda municipale del mondo riesce a mantenersi da sola , ma c’è modo e modo di attaccarsi alle casse pubbliche. Nel Nord i biglietti pagati coprono il 35% dei costi , a Messina il 16%. Un disastro. Nel 1999 gli incassi per biglietti e abbonamenti sono arrivati a tre milioni e 972 mila euro , nel 2007 si è arrivato a due milioni e 958 mila.


Per paradosso il costo del personale è aumentato del 106%. Molti diranno che è colpa dei 132 ausiliari delegati a vigilare sul sistema “gratta e sosta” e dei 90 Lsu . Ma c’è anche il fatto che gli incassi dei parcheggi a pagamento non quadra. A Padova 27 addetti raccolgono 10 milioni di euro, a Messina 132 ne raccattano 2.577.183!Mah..


Le giunte messinesi , sia di destra che di sinistra, hanno ridotto i contributi annui alla azienda dei trasporti. Occhio non vede, cuore non sente, portafoglio non paga. L’Atm si è ritrovata con un buco di 36 milioni di spese annuali e un buco che cresce ogni anno . I soldi pubblici non coprono neanche le spese del personale. I dipendenti non prendono lo stipendio da tre mesi , sia il sindaco e il governatore cercheranno di metterci una pezza.

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