L’Azienda Divella seconda produttrice italiana di pasta dopo la Barilla, guadagna la quota di un milione e mezzo di quintali , qualcosa come 300 milioni di pacchi che invadono il mercato. Questo per il bene e il male degli acquirenti “è come se squillasse un campanello d’allarme : significa che la crisi esiste davvero e si fa sentire. Così proprio la pasta diventa il bene rifugio , chiamiamolo in questa maniera degli italiani” avverte Enzo Divella .
Nonostante i forti aumenti (+30% in 12 mesi) non possono competere con aumenti di pesce e carne. La parola d’ordine è risparmiare ma con la pancia sazia.
Il risultato è che si compra il 3,5% di pasta in più. Non accadeva da 15 anni. Gli stabilimenti nella campagna barese sono stati investiti da un ciclone inaspettato quanto bene augurante. “Da 1000 siamo arrivati a 6000 quintali al giorno “ spiega contento il Divella.
Allora succede che scatta il premio produzione “un successo a cui hanno collaborato tutti quelli che lavorano con noi” afferma sempre l’altro patron della pasta , Francesco Divella “ed è giusto ringraziarli , non soltanto a parole. Del resto glielo avevamo promesso tre anni fa , che se avessimo avuto qualche risultato positivo saremmo stati di manica larga”.
I cugini , Francesco ed Enzo, sono schierati lungo sponde politiche opposte ( Pdl il primo, Pd il secondo) , quindi all’interno dell’azienda si è trovato un accordo “politico”.











0 commenti:
Posta un commento