Alla fine c’è stata un’illustrazione dei punti di vista. Fini ha incontrato il monsignor Fisichella , presidente della Pontificia Academica Italia spiegando quello che cerca di dire a tutti i suoi interlocutori : non c’era nessun disegno politico , nessuna voglia di aprire una polemica gratuita contro il Vaticano . La sua frase “nemmeno la Chiesa cattolica , salvo talune eccezioni “ fece abbastanza per contrastare le leggi razziali , altro non è stata che un’analisi storica e in qualche modo affrontata dalla Chiesa stessa , se è vero che il documento che ha ispirato il Presidente della Camera è un testo della Commissione teologica internazionale del 2000 intitolato proprio “Memorie e riconciliazione : la Chiesa e le colpe del passato”.
Non solo tra i documenti c’è anche un numero dell’Osservatore Romano del 15 gennaio 1939 in cui per la prima volta dal varo delle leggi razziali , 1938, si affronta il tema. Il vescovo di Cremona scrisse “Un vero cattolico non ha domestici ebrei , o balle ebree , non accetta maestri ebrei”e poi “La Chiesa ha fatto di tutto per impedire matrimoni tra ebrei e cattolici”.
Dunque sono i fatti a parlare. “Perché avrei dovuto sfidare i vertici del Vaticano? Quale tornaconto avrei dovuto avere” chiede Gianfranco Fini. Il presidente della Camera che anche dopo l’incontro con l’alto prelato , non cambia idea sulla liceità e di intervenire anche su temi delicati che riguardano la storia nazionale. E soprattutto non chiede scusa.
Non accetta ; fini, quello che l’Osservatore Romano gli rimprovera , e cioè che un post-fascista non dovrebbe accusare gli altri di aver fatto poco contro il fascismo. Non lo accetta perché il leader di An ha fatto gesti e pronunciato parole di condanna durissime su fascismo e antisemitismo “Io i miei passi , i miei strappi li ho fatti io…”.
In An , comunque, è calato il gelo sulla vicenda , che non cela il disorientamento , lo sconcerto e anche la rabbia pr una uscita che non si capisce a cosa serva. Non parlano i big del partito, quando si sentirono già traditi dal loro leader quando scelse di sostenere il referendum abrogativo sulla fecondazione assistita. Ma il leader non se ne preoccupa.











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