Un ex banchiere della Jp Morgan ,uno dei templi della City, e ne approfitta per tornare alla sua passione giovanile : si rimette a studiare , iscrivendosi a un dottorato di ricerca all’University College London. Passa lunghi pomeriggi al National Archives , archivi nazionali britannici.
Un giorno, per caso, apre una cassa di documenti solo una sigla priva di significato : T71. Dentro ci sono centinaia di fogli di carta color seppia , fragili e datati. Il ricercatore si accorge che risalgono a 170 anni prima e capisce di essere probabilmente il primo a leggerli da quando furono archiviati.
Si scopre che è uno scoop storico. Quelle carte contengono la prova che una delle più grandi dinastie di banchieri della storia, i Rotschild , trassero segretamente cospicui vantaggi dallo schiavismo , sebbene in pubblico fossero i primi a denunciarlo e a battersi per la sua abolizione.
La scoperta è finita sul Financial Times , che ha messo i documenti trovati dall’ex banchiere , sul proprio sito www.ft.com/slavery . Altri nomi del mondo finanziario britannico appaiono nel dossier ritrovato , tra cui quelli dei Freshfields , uno dei studi legali più antichi della City.
La previsione del quotidiano è che dentro quelle casse siano celate ulteriori rivelazioni in grado di scuotere la cittadella della finanza. Il primo documento ritrovato è quello di una lettera scritta da Nathan Mayer Rotschild a suo fratello , il barone James, per richiedere allo Stato una ricompensazione di 3 mila sterline.
La lettera descrive un accordo, in cui le 3 mila sterline dovevano essere date dagli acquirenti di una proprietà nell’isola caraibica di Antigua garantite da un’ipoteca sugli 88 schiavi che vivevano in quella proprietà. Se il debitore fosse fallito , in sostanza, gli schiavi sarebbero stati ceduti al posto del debito. Il debitore fece bancarotta e i Rotschild usarono l’accordo per ottenere dallo Stato , dopo l’abolizione dello schiavismo nel Regno Unito, le 3 mila sterline pattuite.
L’episodio non compare nella storia della famiglia di banchieri. L’unico ruolo tra Rotschild e schiavismo, fino ad ora , era il ruolo avuto per abolirlo. Un portavoce della famiglia avverte Nathan “Era un ben noto attivista per l’uguaglianza e le libertà civili” e le nuove accuse “appaiono inconsistenti e no rappresentano la sua etica”.
Il Financial Times giudica la scoperta importante, perché mette a luce le pratiche legali dell’epoca , adottate non solo dai Rotschild ma da altre banche e uffici legali, per usare gli schiavi nelle colonie dell’Impero britannico come forma d’ipoteca su prestiti e debiti, ipoteca che spesso veniva riscossa in cambio di contanti .
Negli ultimi anni numerose banche americane , dalla Jp Morgan alla Lehman Brothers , e perfino Università come Yale e Brown, hanno riconosciuto i propri legami con lo schiavismo e fatto ammenda per gli errori del passato.
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