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by MADYUR

mercoledì 8 luglio 2009

FU ROBERT KENNEDY L'UNICO UOMO CHE JACKIE , VEDOVA DI JOHN, AMò VERAMENTE


Si sono amati con passio­ne, senza che una sola indiscrezione sul loro amore proibi­to trapelasse mai sui media. A raccontare i dettagli dell'arroventata love story che per ben quattro anni legò Jackie Kennedy al cognato Bobby è adesso un li­bro: Bobby and Jackie: A Love Story scritto dall'americano David Heymann . Lo ha scritto intervistando l'entou­rage dei Kennedy «La loro storia d'amore iniziò dopo l'as­sassinio di JFK — scrive Heymann nel libro - E divenne così in­tenso che, quando gli spararono, fu Jackie e non la moglie Ethel a ordinare ai medici di staccargli la spina».

Secondo Truman Capo­te, per anni confidente della first lady, il lo­ro amore inizio «dal condiviso e stra­ziante lutto». «Robert fu l'unico uomo che Jackie abbia mai amato davvero», lo incalza lo scrittore Gore Vidal, lontano parente di Jackie.

Già sposato e padre di 11 figli, Bobby non fece mai nulla per occultare la tresca. «Tutti ne erano a conoscenza», racconta l'allora vi­ce ministro per il Commercio Franklin Roo­sevelt Jr. ad Heymann, per ben tre volte in corsa per il Premio Pulitzer. «Si comportava­no come due teenager malati d'amore. So­spetto che Bobby volesse mollare Ethel per sposarla — incalza — ma ovviamente non era possibile».

La moglie tollerava il tradimento, ma ogni volta che la cognata vi­sitava Bobby a Hyannis Port, erano scene di gelosia, peraltro senza effetto. Durante una cena sullo yacht presidenziale USS Sequoia, Bobby e Jackie sparirono sotto­coperta, lasciando Ethel di sopra con il resto dei commensali. «Quando tornarono erano rilassati e paghi come due gattoni soriani», ironizzava Schlesinger.

Mary Harrington sorprese Jackie mentre prendeva il sole in topless nella villa dei Kennedy a Palm Beach, con RFK inginoc­chiato al suo fianco. «Quando presero a ba­ciarsi, lui le mise una mano sul seno e l'altra dentro lo slip: ero scioccata», testimonia la donna, reduce a sua volta da una storia pas­seggera col fratello minore di JFK.

Un giorno il fun­zionario del Commerce Department Ken­neth McKnight giunse ad un meeting serale con Kennedy in Senato, trovandolo sdraiato in poltrona con Jackie seduta sulle sue gi­nocchia, le braccia avvinghiate al collo. L'unico che cercò di contrastare la relazione fu Aristotele Onassis, che minacciò di rovi­nare il rivale, rendendo pubblica la vicenda. «Potrei sotterrare quell'energumeno», sbot­tò l'armatore greco con un amico, anche se poi non mosse mai un dito, nel timore, se­condo Heymann di perdere Jackie.

Il 16 Marzo 1968 RFK annun­ciò la sua corsa alla Casa Bianca. L'indomani telefonò all'amico Jack Newfield . «Era depres­so ed avvilito — spiega il columnist —, era la loro ultima volta che incontrava Jackie ».

Il 4 giugno, subito dopo aver vinto le pri­marie in California, RFK cadde sotto i colpi di Sirhan Sirhan all'Ambassador Hotel di Los Angeles. Jackie volò subito al suo fianco e Ethel si fece da parte, permettendole di re­stare sola con lui fino all'ultimo. Bobby era cerebralmente morto ma la cattolicissima moglie si rifiutava di staccargli la spina e il fratello Ted non era psicologicamente in gra­do di intervenire. All'1 e 20 di mattina del 6 giugno fu Jackie ad ordinare ai medici di la­sciarlo morire, dopo aver firmato l'autorizza­zione, come da protocollo ospedaliero. Nell'ottobre dello stesso anno Jackie Ken­nedy sposò Onassis

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