I nuovi giovani non hanno paura di sporcarsi le mani. E neanche del lavoro duro. Non vogliono essere precari in città e tornano in campagna. Si reinventano una nuova professione che dà sempre più sicurezza : i frutti della terra sono concreti. Sono 25o mila in Italia gli agricoltori sotto ni 34 anni. Questi giovani non hanno niente a che vedere con l’immagine dei vecchi lavoratori della terra con le mani indurite dalla fatica e dal tempo. E non voglio essere chiamati contadini, ma imprenditori.
Parlano di formule chimiche e sanno cosa serve a un terreno con la stessa naturalezza con la quale navigano su Internet. I giovani non coltivano più la terra , ma seminano idee per vivere meglio. Sono equi, solidali , ma anche ben consci che la parola più importante è guadagnare.
Tra ulivi centenari si pare un’immensa distesa di vigneti che si perde tra le colline umbre. Lorenzo accarezza l’orizzonte e spiega “Sembra di vivere in un quadro , nostro dovere è che non cambi più nulla , e questo posto venga preservato”. Lorenzo possiede il Castello di Monte Vibiano vecchio , 600 ettari che la famiglia coltiva da generazioni e un sogno che si chiama rivoluzione verde. “Il punto non è cercare di migliorare , ma di peggiorare il meno possibile un posto perfetto, se noi manteniamo pulito quello che ci circonda anche i nostri prodotti saranno migliori”. Lorenzo è il miglior produttore al mondo di olio monodose congelato. Dieci milioni di bottigliette l’anno che finiscono sulle prime classi delle compagnie aeree. Oltre a vino, frutta e ortaggi.
Il sistema è super tecnologico e controllato: l’energia arriva da pannelli solari tedeschi e , grazie a un sistema di batterie, viene immagazzinata e alimenta tutti gli impianti di lavorazione , gli scooter e le macchinette usate per spostarsi dal castello agli impianti. Agli abitanti delle vicinanze sono state date biciclette. I soffitti aziendali sono stati costruiti per mantenere il fresco , senza usare l’aria condizionata.
Lorenzo trabocca di sogni che trasforma in cose concrete “Immagino che le cose dovrebbero essere tra vent’anni e in quel modo procedo”. Lorenzo è uno dei tanti giovani che sta cercando di cambiare il modo di coltivare la terra, una grande risorsa dell’economia italiana.
Loretta Di Simone è stata premiata come giovane agricoltore più innovativo d’Europa. Ha recuperato e salvato sementi antichi , usando tecnologie moderne per ricoltivarle , come il grano duro e il farro. Passando da agricoltura normale a biologica , ha trasformato la tenuta maremmana di 300 ettari in un’impresa che funziona. Dieci anni fa passarono al biologico, sia per i soldi stanziati dall’Unione europea e sia perché i trattamenti fanno male.
I leader dell’agricoltura del futuro sono al di sotto dei 40 anni e possiedono , secondo Confagricoltura, aziende con una media di 14 dipendenti e con un fatturato medio di 500 mila euro. Tra le nuove imprese, una su quattro è donna “Facciamo prodotti di eccellenza , controlliamo ogni singola fase della nascita al confezionamento” come per la pasta al farro.
Secondo un’indagine della Swg , i giovani sono sempre meno preoccupati delle difficoltà finanziarie del settore , in termini di accesso del credito e realizzazione di utili, ma mostrano una forte insofferenza per la burocrazia che frenano le competitività delle imprese : il 42% degli agricoltori se pensa che la burocrazia sia il problema più rilevante nel settore agricolo. Seguono il ricambio generazionale (26%) e l’accesso del credito (24%) e i vincoli posti all’Unione Europea ( 16%).
Pasquale ha lasciato Milano, e un’impresa che vendeva spazi pubblicitari, per la Calabria. Nella Locride c’erano poche scelte : un po’ di commercio, un po’ di criminalità e un po’ di agricoltura. Pasquale ha scelto quest’ultima. Partendo con qualche metro quadrato di terreno, dei debiti e la cooperativa agricola Sant’Orsola che ha aiutato lui e altri agricoltori, ha cominciato la sua avventura con more, lamponi e mirtilli. All’inizio non aveva esperienza , ma “Sbagliando la si crea”. Ora pian piano si sta ingrandendo.
Anna, insieme alla sorella, ha scommesso su un terreno del nonno vicina a Tarquinia e ha vinto. Le coltivazioni sono biologiche , allevamento anche, hanno costruito l’agriturismo Poggio Nebbia e ora stanno pensando alla costruzione di un secondo ristorante. Vendono conserve, marmellate , verdure sottolio. “Abbiamo cominciato io, mamma e mia sorella , ora siamo una decina di persone a lavorare. Abbiamo comprato altra terra e ci stiamo espandendo”.
Giacomo Ferraris ha avuto l’idea del “leverduredelmioorto.it”. Giacomo ha un Azienda Agricola nelle campagne vercellesi. Un progetto di coltivazione orticola a consumo diretto. Su internet si affitta uno scampolo di terra di varia grandezza nel quale si sceglierà che cosa seminare e che per tutto l’anno verrà curato da un team di agricoltori ed esperti, fino a quando i prodotti verranno consegnati a casa , come se arrivassero da un supermercato biologico , con una garanzia di 200 Kg, di verdura a persona nel corso di un anno.
Su internet si può comprare direttamente dal produttore, saltando la parte del distributore. I gruppi di acquisto sono cresciuti del 60%. Secondo Bio Bank , le vendite dirette di prodotti degli operatori bio sono cresciute in Italia nel 2008 del 17% , con un rialzo del 92% negli ultimi 5 anni. C’è anche chi ha pensato che il terreno è la propria banca : a Mantova Rosanna Montecchi , avvocato, ha pensato di unire 50 risparmiatori di mettere 20 mila euro per la compravendita di un terreno invece che metterli in banca, dove oggi si rischia di perderli. Un bene reale.
Pierluigi di Taranto, ha abbandonato il lavoro di avvocato a Bruxelles per tornare nella sua città e costruire prati erbosi. Oggi è il numero due in Italia. Ha rifatto il manto erboso dello stadio di Valona.
I giovani ci sono e le idee anche. Ci servirebbero più agevolazioni perché il prezzo dei terreni restano altissimi , alcuni ereditano da parenti, e altri comprano ad aste fallimentari , altri ancora sfruttano ogni contributo europeo e sperano che la promessa – terra demaniale gratis a i giovani – del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, sia mantenuta “Stiamo lavorando per un piano agrario che consenta di recuperare terreni coltivabili che oggi giacciono inutilizzati”.
0 commenti:
Posta un commento