TRADURRE/ TRADUCE

TRADUCI IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO
by MADYUR

lunedì 27 luglio 2009

IL BLACKOUT ELETTRONICO CINESE PER FILTRARE LE NOTIZIE DELLO XINJIANG. POPOLAZIONE A TUTTI GLI EFFETTI CINESE , MA CHE LO STATO NON VUOLE INTEGRARE

PD*29912939

Vaste macchie nere – le divise dei reparti speciali di polizia antisommossa si alternano con chiazze verde-marrone – le tute mimetiche dei soldati – e colorano in modo sinistro il paesaggio urbano. Una volta attraversati i posti di blocco si penetra nella casbah islamica : diroccata, in disfacimento , con bambini che scorrazzano a piedi nudi nella sporcizia , vicoli che puzzano di fogna e trasudano miseria , dove i grattacieli della città cinese sembrano appartenere a un mondo lontano.

Si cerca di tornare alla normalità , le bancarelle con ciambelle calde e pane nan schiacciato , spiedini di agnello alla griglia , profumi di spezie, donne velate , bazar di sete, un pezzo di Medio Oriente in mezzo alla Repubblica Popolare. Quello che non torna è la finzione che i cinesi han e gli uiguri possano convivere tranquillamente , sotto lo sguardo paterno delle autorità di Pechino.

La trincea armata che separa le due Urumqi , la zona libera e i territori occupati , evoca l’altro isolamento soffocante. Sullo Xinjiang è sceso un silenzio elettronico che non fa uscire nessuna notizia all’sterno. Non esiste internet , da più di due settimane non arrivano e né partono email. E’ impossibile telefonare all’estero , le linee internazionali sono mute, i cellulari sono limitati a chiamate locali. La censura cinese ha bloccato gli accessi , ha il controllo totale sull’informazione.

urumqi-001

L’occupazione militare è la stessa vista a Lhasa , dopo la rivolta del Tibet. Un silenzio che ha funzionato, producendo i risultati previsti. La tragedia degli uiguri è dimenticata , nonostante l’escalation nel bilancio delle vittime e dagli arresti in massa dopo la strage del 5 luglio. Tutta l’operazione è opera di Wang Lequan , fedelissimo di Hu Jintao. Preso alla sprovvista nelle prime 48 ore di guerriglia urbana , Wang si è rifatto una credibilità studiando il caso Tibet.

Oltre alle varie tecniche anti-insurrezionali , basate sul dispiegamento di una schiacciante forza militare , il boss ha aggiunto lo spregiudicato blitz tecnologico per accecare le comunicazioni. Il controllo sull’informazione consente al regime di lasciar uscire una sola versione: il 5 luglio fu colpa degli uiguri. Può osservarci parte di verità in questo , ma nessun osservatore indipendente ha avuto accesso ad ospedali e obitori. Nessuno ha potuto verificare il conteggio etnico. I mass media cinesi alimentano una virulenta campagna nazionalista , con un immenso eco in tutta la Cina. I bersagli sono Rebiya Kadeer ,leader uigura in esilio , e la stampa estera, come faziosa e bugiarda.

Nello Xinjiang le interviste si organizzano con la polizia cinese. Molti giornalisti stranieri sono stati espulsi. La polizia pedina ed intimidisce gli uiguri , cuce la bocca dei testimoni. In alcune piazze, nei maxi schermi, in maniera ripetitiva si proietta i fatti del 5 luglio a Urumqi. Un film horror confezionato gratis a tutta la cittadinanza. Sono scene selezionate , appaiono solo cinesi han dai volti sfigurati di botte e coperti di sangue.

PD*29912960

In una città musulmana, queste immagini potrebbero incitare alla rivolta. Ma nelle città c’è un via vai di camion militari , i soldati hanno mitra spianati , e sacchetti di sabbia anti esplosivi . Dai camion militari , i megafoni urlano alla cittadinanza appelli all’ordine. Davanti alle moschee , nel venerdì di preghiera , si riempiono di truppe. Metal detector sono state montate all’ingresso delle moschee.

Sono otto milioni gli uiguri dello Xinjiang , più quattro milioni di emigrati per cercare lavoro nella Repubblica cinese. Sono un’inezia , come le altre 56 minoranze etniche , soverchiati da un miliardo di han. Contro gli uiguri la Cina ha usato la parola anti-terrorismo quando due militanti sono stati catturati in Afghanistan da americani, e detenuti per anni a Guantanámo. Usa e l’Europa non si schierano con gli uiguri , e i movimenti secessionisti, perché accusati di avere legami con Al-Qaeda.

Nel mondo islamico la questione uigura assume un aspetto diverso. Proietta l’immagine di una Cina ricca e efficiente, ma spietata ; un impero multietnico che piega tutte le razze alla modernizzazione ma non le integra. Nei forum, nei blog o nei commenti sui giornali si legge l’ondata nazionalista di Hu Jintao: un fiume di accuse contro gli uiguri. Ladri e mafiosi. Parassiti.

Sconvolti dalle immagini della tv di Stato sui linciaggi degli han a Urumqi , a Pechino Shangai e Canton molti hanno ricordato che gli uiguri non sono sottoposti al controllo delle nascite , possono avere tutti i figli che vogliono. Ricevono punti supplementari nelle ammissioni alle università. Facilitazioni che non hanno impedito un crescente divario socio-economico. Agli uiguri è vietata la legge alla Mecca dal 2001 . Per questa minoranza è difficile ottenere il passaporto. Sono ridotti a sentirsi prigionieri.

0 commenti:

Posta un commento