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by MADYUR

giovedì 23 luglio 2009

IN ITALIA SI SPENDONO 250 MILIONI DI EURO PER UNA RICERCA FATTA MALE. LA CAUSA è IL MALCOSTUME POLITICO DELLE RACCOMANDAZIONI

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Duecento cinquanta milioni di euro , milione in più o milione in meno. Il ministro del Welfare versa quanti soldi nei 43 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss) perché facciano ricerche medica di qualità. In parte assolutamente a buon fine , altri assolutamente no.

Tutto queste emerge nell’analisi della produttività dei 43 ospedali preparata dal ministero. Metà degli istituti pubblici e privati a carattere scientifico, di scientifico hanno veramente poco : hanno ricevuto l’ambito titolo grazie alla politica , si sono messi in tasca i finanziamenti alla ricerca corrente , ovvero quelli che arrivano a pioggia e anche un po’ di soldi riservati alla ricerca finalizzata.

Risultati scientifici, naturalmente, neanche l’ombra. La valutazione è l’impact factor , ovvero la misura delle pubblicazioni e della loro utilità basata in buona parte sul prestigio delle riviste in cui sono pubblicate e sul numero degli scienziati che le utilizzano per costruire altra ricerca scientifica.

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Oggi meno della metà degli Ircss arrivano a meno di 500 punti , sotto la quale si fa fatica a dire ricerca. Per fare una buona relazione, il ministero è andato a vedere quante sperimentazioni si fanno e quanti nuovi protocolli terapeutici si sperimentano: il risultato è rimasto tale. Inoltre si è contato quanti istituti hanno fatto innovazioni assistenziali ( nuovi metodi di applicazione di tecniche e terapie e miglioramenti dal punto di vista del paziente e dell’efficacia) : qui si migliora. Rimangono però alcuni centri che innovano poco , o niente. Eppure ottengono finanziamenti, nemmeno pochi.Perché?

La risposta è in un rapporto del Cergas – Bocconi: i 200 milioni spesi per la ricerca sono dati alla priorità , con meccanismi che lasciano spazio a molta discrezionalità e senza trasparenza ; i denari distribuiti sono in buona parte a pioggia , tanto da garantire la sopravvivenza anche a chi non produce nulla. Andando a spulciare i finanziamenti del 2007 si scopre che Gaslini e San Raffaele hanno preso molti soldi. Gran parte dei soldi arrivano su 38 istituti, a pioggia. L’Istituto per la diagnostica nucleare di Napoli ha ottenuto progetti per 2 milioni ; la Casa di Cura Multimedica , il cui amministratore è stato condannato per aver gonfiato rimborsi della regione, ha ottenuto 900 mila euro.

Allora si chiede, perché se i soldi sono pochi non concentrarli nella nascita di centri di eccellenza capaci di produrre innovazione. A questo dovrebbero servire gli Ircss. Ma la pratica di dare soldi a imprenditori amici o al malcostume di nominare direttori scientifici dallo scarso curriculum scientifico , ne fanno perdere efficacia.

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Uno scienziato, Silvio Garattini , ripete che i soldi dovrebbero andare a chi produce e energia. Ottima idea ma difficilmente praticabile. Dovranno essere nominati i direttori dei tre grandi istituti lombardi : Istituto nazionale dei tumori e il neurologico Resta a Milano, e il Policlinico San Matteo di Pavia. Ieri sono scaduti i termini per la presentazione alle domande del concorso , e una commissione ad hoc dovrà valutare il profilo dei candidati che alla fine saranno scelti dal ministro e dal Presidente della Regione.Ci dovrebbe essere molta professionalità. In passato purtroppo è successo che al dipartimento delle malattie infettive fosse eletto un pneumologo.

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