“Per cercare di essere d’accordo hanno deciso la velocità più lenta , così è più facile trovare l’intesa” avverte Jeremy Rifkin , economista e saggista. E il giudizio sul G8 ha il suo perché “Un accordo ridicolo”.
Jeremy Rifkin è il fondatore e il presidente della Foundation on Economic Trends di Washington. È autore di tredici libri sull’impatto dei cambiamenti tecnologici sull’economia, sulla forza lavoro e sull’ambiente, che sono stati tradotti in quindici lingue e vengono usati in centinaia di università in tutto il mondo. Negli ultimi 25 anni ha tenuto corsi ed è stato "resident scholar" in oltre 300 università di dieci paesi diversi. The National Journal, una delle maggiori riviste americane di politica, ha incluso Rifkin fra le 150 personalità che influenzano maggiormente l’amministrazione federale.
Eppure è stato fissato il tetto di 2 gradi all’aumento della temperatura del pianeta : finora gli Stati non avevano dato un’indicazione precisa?
“D’accordo , ma cosa si deve fare per non superare i 2 gradi? Non basta esprimere un pio desiderio , bisogna prima di tutto capire a che livello di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera corrisponde un aumento di 2 gradi e poi organizzare un sistema energetico coerente”
L’Ipcc ritiene che, per restare entro un aumento di 2 gradi , la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera non debba superare le 400 – 450 parti per milione
“L’Ipcc è molto cauta e i suoi precedenti rapporti , spesso definiti allarmisti , sono stati superati dai fatti : l’accelerazione del disordine climatico è stata più drammatica di quella prevista . Jim Hansen , uno dei piccoli accreditati climatologi , dopo aver studiato le carote di ghiaccio che raccontano il passaggio da un’era glaciale a una interglaciale , offre un quadro della situazione molto diverso: quando in passato si è mantenuta per un certo periodo una concentrazione di 450 parti per un milione di anidride carbonica l’effetto è stato un balzo della temperatura di 6 gradi non di 2. E un rapido aumento di 6 gradi non è compatibile con il mantenimento della società umana così come noi la conosciamo”
Secondo Jim Hansen l’obiettivo è portare la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera a 350 parti per un milione, cioè ridurla rispetto al presente portandola più vicina a quota 280 , il livello preindustriale. Questo vorrebbe dire attuare una politica di tagli drastici e immediati che molti considerano incompatibili con lo sviluppo economico
“Io credo che sia vero l’opposto : l’errore sta nel pensare solo ai tagli delle emissioni che invece dovrebbero essere un effetto secondario di politiche virtuose capaci di rilanciare l’economia,, altro che affossarla. Per uscire dalle tre crisi che ci soffocano , quella economica , quella energetica e quella ambientale , non possiamo limitarci a mangiare un po’ meno della vecchia minestra inquinante: dobbiamo lanciare la terza rivoluzione industriale pensando in positivo , cioè fissando traguardi sulle industrie da rilanciare. Non bisogna dire ai vari paesi quante emissioni tagliare , ma quanti impianti puliti costruire”
Più industrie e meno emissioni?
“Esattamente.La terza rivoluzione è quella che permette uno sviluppo economico che si concilia perfettamente con la riduzione delle emissioni. Ad esempio con le smart grid , con l’energia diffusa e concentrata, ogni casa sfruttando i sole può diventare una vera e propria piccola centrale di produzione di elettricità e calore. Se adottassimo questo modello il settore delle costruzioni , che oggi è il primo fattore di riscaldamento del pianeta , potrebbe diventare parte della soluzione del problema”
Le case come elemento trainante del nuovo modello energetico?
“Uno dei quattro pilastri . Il primo è costituito dalle energie rinnovabili. Il secondo è rappresentato dagli edifici sostenibili. Il terzo dalle tecnologie basate sull’idrogeno che serva a immagazzinare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili . Il quarto pilastro dalle reti intelligenti per distribuire l’energia secondo il modello del web"
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