Alla Procura di Mantova approda l’inchiesta della Marcegaglia. L’ipotesi di accusa del procuratore è falso in bilancio. L’inchiesta è nata nel 2004, quando vennero arrestati alcuni manager del gruppo mantovano per tangenti versate alla società Enipower. Antonio Marcegaglia , per maxibustarella da un milione e 158 versata al manager Marzocchi , il 28 marzo ha già patteggiato undici mesi di condanna. L’azienda della famiglia , invece, ha dovuto pagare 6 milioni di euro. Da allora , l’inchiesta ha registrato altri passi in avanti.
Nell’ottobre scorso le autorità elvetiche avevano scritto alla Procura di Milano riguardante il destino di 17 conti esteri , fino ad allora congelati, intestati al capo famiglia Steno Marcegaglia e ai due figli , Emma e Antonio. Su quei conti, come riferisce Repubblica, c’era depositata una cifra vicina a 400 milioni di euro.
Di questo tesoro , il procuratore di Milano , Francesco Greco non si è occupato , ma per competenza ha passato la carte ai magistrati mantovani. Pochi giorni fa è arrivato un voluminoso plico di carte in quel di Mantova , dove la procura ha aperto una nuova inchiesta. E in questo ambito si è deciso di scrivere il nome di Antonio Marcegaglia sul registro degli indagati . Per sapere il destino del denaro depositato sui corposi conti esteri della famiglia , la procura mantovana dovrà richiedere l’assistenza giudiziaria alle autorità elvetiche.
I magistrati sospettano che i flussi di denaro transitati sui conti svizzeri tra i primi mesi dal’94 e il 2004 , siano il frutto di operazioni di bilancio illegali. E a rilevarlo non era stata l’attività investigativa , ma le stesse dichiarazioni rese ai pm milanesi da Antonio Marcegaglia in tre diversi interrogatori resi a partire dall’agosto 2004.
E’ emerso che il gruppo dell’acciaio aveva creato società filtro tra le ditte estere da cui si rifornivano di materie prime e la casa madre , stornando soldi dal bilancio che confluivano su conti in paradisi fiscali. Si trattava di risorse riservate che abbiamo sempre utilizzato nell’interesse del gruppo per le sue esigenze documentabili , riferisce Marcegaglia nel 2004. Quali? Per esempio venivano pagati all’estero manager che gestivano i rapporti con i trader dell’acciaio russi e arabi , destinatari di commissioni per migliaia di dollari.
La tangente al centro dell’inchiesta milanese era stata versata mediante la copertura formale di fittizi contratti di consulenza. “Saremo fiduciosi che anche a Mantova sarà confermata la stessa valutazione espressa a Milano” ha dichiarato l’avvocato Sergio Genovesi per il gruppo mantovano
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