Piuttosto che morire lapidata, una misteriosa adulterina principessa saudita ha chiesto asilo politico alla Gran Bretagna e, nei giorni scorsi, infischiandosene delle probabili conseguenze sulle relazione diplomatiche , un tribunale inglese le ha accordato lo statuto di rifugiata. La donna, sposata con un membro della famiglia araba, ha recentemente partorito un bambino nato dalla relazione con un uomo britannico. Se fosse tornata nel suo paese sarebbe morta : la sharia prevede la morte dell’infedele insieme al suo bambino.
Garantendo l’anonimato , la Corte di Londra ha deciso di salvarle la vita. Proveniente da una famiglia facoltosa , la principessa ha conosciuto il giovane inglese, di confessione non musulmana, durante una sua visita al Londra. Da quell’incontro è nata una passione , e da quella, tornata in Arabia Saudita, un pancione. La donna è riuscita a tornare in Inghilterra dove ha dato alla luce il bambino.
La fedifraga , secondo The Independent, fa parte di un piccolo gruppo di saudite le cui richieste di asilo vengono tenute segrete dal governo di Londra e di Ryad. Alla principessa è stato concesso un permesso di soggiorno permanente.
Questa storia è simile a quella di un altra principessa , MIshaal bint Fahd al Saud , anche lei saudita, il cui epilogo fu tragico. Mishaal fu uccisa dagli sgherri della famiglia reale dopo aver ammesso l’adulterio.
Nel 2008 , per reati riguardanti il traffico di droga o la sodomia, in Arabia Saudita sono state eseguite 102 condanne a morte , quasi tutte per decapitazione. La lapidazione è riservata agli adulteri. Dal 1990 sono state uccise 40 donne per questo motivo.
Forse ne sai più di me, ma Misha'al (di cui comunque avevo sentito parlare) non era figlia di re Fahd, vero?
RispondiEliminaNon lo so ma credo di no. La sua morte, come riporta La Stampa, è a causa di Muhammad bin Abdul Aziz, il fratello maggiore del re
RispondiEliminaChe era suo nonno... .
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