
Il Tribunale di Agrigento ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento.
Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di finanza, è stato adottato a conclusione di complesse indagini che hanno evidenziato gravi carenze strutturali dell’intero complesso ospedaliero, tali da esporre, spiegano, «a gravissimo rischio sismico l’intero manufatto». «I gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza hanno determinato la Procura della Repubblica di Agrigento - spiegano investigatori e inquirenti - a richiedere l’adozione del provvedimento cautelare reale sussistendo tutte le esigenze previste dal codice di rito, non potendo prorogarsi oltre il rischio concreto di eventi disastrosi».
Le indagini, con diversi indagati ai più vari livelli di responsabilità, non si sono concluse, essendo in corso ulteriori accertamenti. Il legale rappresentante dell’azienda ospedaliera è stato nominato custode dell’immobile sequestrato e allo stesso sono stati concessi 30 giorni di tempo per l’adozione di provvedimenti a tutela dell’incolumità del personale sanitario ed amministrativo e dei degenti, compreso lo sgombero dell’intera struttura.
Secondo i periti nei pilastri dell’ospedale ci sarebbe più sabbia che cemento. La struttura era stata inaugurata solo 5 anni fa. I risultati dei carotaggi evidenzierebbero come la resistenza alla compressione dei campioni prelevati sia di gran lunga inferiore a quanto indicato nel progetto e ciò renderebbe il "San Giovanni di Dio" instabile, soprattutto in caso di terremoto. Nella relazione conclusiva i periti affermano che «l’intera struttura manca dei necessari requisiti di sicurezza statica». Nell’inchiesta della procura di Agrigento sono indagate 22 persone fra manager e direttore dei lavori, dirigenti ospedaliere e collaudatori. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere, all’abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio, favoreggiamento e truffa.
Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di finanza, è stato adottato a conclusione di complesse indagini che hanno evidenziato gravi carenze strutturali dell’intero complesso ospedaliero, tali da esporre, spiegano, «a gravissimo rischio sismico l’intero manufatto». «I gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza hanno determinato la Procura della Repubblica di Agrigento - spiegano investigatori e inquirenti - a richiedere l’adozione del provvedimento cautelare reale sussistendo tutte le esigenze previste dal codice di rito, non potendo prorogarsi oltre il rischio concreto di eventi disastrosi».
Le indagini, con diversi indagati ai più vari livelli di responsabilità, non si sono concluse, essendo in corso ulteriori accertamenti. Il legale rappresentante dell’azienda ospedaliera è stato nominato custode dell’immobile sequestrato e allo stesso sono stati concessi 30 giorni di tempo per l’adozione di provvedimenti a tutela dell’incolumità del personale sanitario ed amministrativo e dei degenti, compreso lo sgombero dell’intera struttura.
Secondo i periti nei pilastri dell’ospedale ci sarebbe più sabbia che cemento. La struttura era stata inaugurata solo 5 anni fa. I risultati dei carotaggi evidenzierebbero come la resistenza alla compressione dei campioni prelevati sia di gran lunga inferiore a quanto indicato nel progetto e ciò renderebbe il "San Giovanni di Dio" instabile, soprattutto in caso di terremoto. Nella relazione conclusiva i periti affermano che «l’intera struttura manca dei necessari requisiti di sicurezza statica». Nell’inchiesta della procura di Agrigento sono indagate 22 persone fra manager e direttore dei lavori, dirigenti ospedaliere e collaudatori. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere, all’abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio, favoreggiamento e truffa.
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