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mercoledì 22 luglio 2009

SERGIO LARI, PROCURATORE CAPO DI CALTANISSETTA “L’AGENDA ROSSA DI BORSELLINO è STATA FATTA SPARIRE DA UN FUNZIONARIO DI ALTO LIVELLO”

9Sergio Lari, procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta che ha riaperto le inchieste sulle stragi siciliane, parla di Borsellino , della sua agenda , di Toto Riina.

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Procuratore cosa è successo dopo diciassette anni ? Quali sono , in sostanza, gli elementi nuovi che vi hanno portato a rileggere le stragi?

Gaspare Spatuzza , anzitutto. Più passa il tempo e più Spatuzza ci sembra credibile. E’ questo collaboratore di giustizia che ha dato la svolta alle indagini”

Vi ha parlato del Patto di Cosa Nostra con certi settori dei servizi , è lui che vi ha accompagnato sulle tracce di quei soggetti esterni a Casa Nostra?

“Io questo non posso dirlo , posso dire però che, dopo undici anni di isolamento , forse sentitosi abbandonato dalla sua famiglia e anche dalla sua organizzazione criminale , Spatuzza ha avuto una conversione religiosa , un pentimento profondo. E poi ci ha raccontato certe cose”

Diciassette anni dopo…

Sì, diciassette anni dopo. E’ attraverso alcune acquisizioni processuali siamo in grado di fare una rilettura critica delle indagini precedenti”

Procuratore , ci sono innocenti in carcere per le stragi?

Questo lo vedremo, di sicuro chi ha indagato prima non aveva alcune conoscenza che noi adesso abbiamo. Di sicuro negli ultimi sei mesi siamo venuti a sapere alcuni particolari che ci hanno permesso di spingere le nostre indagini sulle stragi in territori non solo di mafia”

Che ne pensa dell’uscita di Totò Riina sulle stragi e sul coinvolgimento dello Stato?

Io non sono nella mente di Totò Riina però lui sa che Gaspare Spatuzza sta parlando con noi.Non sa esattamente cosa ci sta dicendo , ma credo che in qualche modo lo immagini. Credo che anche lui pensi che ci sarà proprio una svolta nelle indagini. Ecco perché è intervenuto. Vuole dirci qualcosa. E’ abbastanza chiaro che quel suo messaggio a mezzo stampa era diretto a noi , ai titolari delle indagini sulle stragi: i magistrati di Caltanissetta.

Lo ascolterà?

“Bisogna valutare se vuole davvero parlare. Certo, noi siamo pronti e faremo tutti i passaggi necessari. Ho l’impressione che a quasi 80 anni Totò Riina voglia levarsi qualche sassolino dalle scarpe”

E di Massimo Ciancimino che cosa pensa lei, procuratore Lari? Dice la verità? E perché sta parlando soltanto ora?

“Nella prima fase delle indagini si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Non collaborava, in passato non abbiamo avuto nessuno aiuto da lui. Oggi è completamente diverso. Sta svelando molte vicende ai procuratori di Palermo , sta consegnando anche documenti. Sta parlando anche della famosa trattativa”

Bisogna dare atto ai procuratori di Palermo , all’aggiunto Antonio Ingroia e al sostituto Nino Di Matteo , di non aver mai mollato la presa su tutte queste vicende che riguardano la trattativa mafiosa a cavallo fra le due stragi..

I magistrati della Procura di Palermo sono stati molto bravi a sfruttare i nuovi elementi emersi. E ad approfondire il contenuto di alcune carte che abbiamo trasmesso noi da Caltanissetta . Come le prime dichiarazioni di Massimo Ciancimino”

Lei ascolterà ancora il figlio di Don Vito?

Per il momento no, non voglio – passatemi il termine – usurare il testimone. Magari più avanti , quando avrà finito con Palermo e quando anche noi avremo le idee più chiare per chiedergli qualche cosa d’altro”

Procuratore , che fine ha fatto l’agenda rossa di Paolo Borsellino?

L’hanno fatta sparire”

Chi, secondo lei?

Non certo i mafiosi. Il furto dell’agenda rossa di Paolo può essere stato ispirato o organizzato da un alto livello”

Si troverà mai l’agenda?

Non credo, chi l’ha fatta sparire diciassette anni fa l’ha fatta sparire per non farla ritrovare mai più”

Che cosa c’era scritto lì dentro?

Non lo so.. forse appunti sulla strage di Capaci e sul suo amico Giovanni Falcone. Forse appunti anche su quella trattativa che qualcuno voleva fare”

Che idea si è fatto dell’omicidio del procuratore Borsellino?

Si lavora su qualche ipotesi. Una è questa: si pensa che Borsellino fosse venuto a conoscenza della trattativa e che si fosse messo di traverso. E , proprio per questo, sarebbe stato ucciso. Un’altra ipotesi : quella trattativa si sarebbe arenata , e allora Totò Riina ha deciso di accelerare l’esecuzione della strage di Via D’Amelio allo scopo di costringere lo Stato a venire a patti. Adesso, lentamente, emergono possibili se non addirittura probabili rapporti tra Cosa Nostra e i settori deviati dello Stato”

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