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by MADYUR

martedì 18 agosto 2009

CHRISTIANE AMANPOUR , GIORNALISTA DELLA CNN “I POSTI DI GUERRA NON DIVENTERANNO MAI UN GIARDINO DEGLI USA, MA PROVARE A CAMBIARE SI PUò”

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“Per favore smettiamola con questa storia dell’inviato che arriva nel posto più sfortunato della Terra e ci propina l’ennesimo , tragico e commuovente reportage senza speranza”. Christiane Amanpour , la signora della Cnn, vorrebbe dirci che c’è speranza in Afghanistan? C’è speranza in Palestina? C’è speranza per quei ragazzi là fuori , in un mondo pieno di estremisti e sanguinari?

“Io credo di sì , io credo che dobbiamo cominciare a guardare a questi mondi con speranza , dobbiamo ricominciare dai bambini, dobbiamo ricominciare a guardare alle scuole e non soltanto alle case bombardate. E smettiamola anche con quei discorsi di far cadere le braccia: tanto lì non cambierà mai niente. Certo che non diventeranno mai un giardino come l’America , quei posti. Ma provare a cambiare si può”.

Tanto è cambiato nella vita di Christiane : nata a Londra, svezzata in Iran, tornata in Inghilterra e vissuta in America , l’infanzia dorata e la fuga dalla rivoluzione, la carta d’identità che sembra lo schema di un reportage. Volto famoso anche in Europa , con la prima guerra del Golfo, ora torna in tv con un documentario , Generation Islam , un loro spot far vedere un volto di un ragazzo e sopra la scritta “Studente o terrorista?” .

“Perché è lì che dobbiamo cercare, nella testa dei ragazzi, sono loro che dobbiamo stanare. Il militarismo e l’estremismo sono in declino: e questa è una gran bella notizia positiva. E noi che risposte diamo alla Generation Islam”

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A Christiane le è venuta l’idea del viaggio, quando ha sentito dire che Obama nel suo discorso d’insediamento, ha parlato d’interfacciarsi con l’Islam. Ma perché proprio in Palestina e Afghanistan? “Perché qui viviamo la prova della nostra efficienza, qui testiamo le nostre politiche , questi sono gli osservatori per capire se stiamo perdendo o vincendo. Già, e a che punto è la notte? Dopo aver viaggiato per il mondo islamico , dopo aver fatto parlare ragazzi, bambini, studenti, la giornalista s’è convinta che invece delle bombe e dei droni , dei missili e dell’esercito, da Gaza a Kabul servirebbe un vero Piano Marshall. Sarebbe un successo. La gente è pronta. I giovani lo vogliono. Se lo aspettano”

Cultura. “La gente è affamata di questo. Di cultura e libertà. E noi che cosa facciamo?”. Da anche un colpo al presidente “Sono rimasta stupefatta quando ho scoperto che per i problemi di deficit i primi tagli di Obama sono stati per gli aiuti esteri” ha detto la giornalista al Time Out, settimanale. “Gli Stati Uniti spendono pochissimo in aiuti ma se continuano così non riusciranno imporre il nostro potere. E parlo del potere vero, non di quello militare , il potere che ha effetti stabilizzanti per se stessi e per il resto del mondo”.

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