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martedì 4 agosto 2009

DON FULVIO D’ANGELO, PARROCO IN PRIMA LINEA A SCAMPIA “TUTTE LE DICHIARAZIONI SBAGLIATE SU DON DIANA NON MI INTERESSANO , BISOGNA BUTTARLE NEL CESTINO E ANDARE AVANTI”

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“Per me , come per tanti altri , don Peppino Diana è stato e sarà sempre un esempio. Il resto è spazzatura , non vale neanche la pena di commentare”. Dalla sua chiesa partì una fiaccolata che attraversò il quartiere di Scampia, dilaniato dalla camorra.

Fu Don Fulvio D’Angelo per dieci anni parroco della chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Piazza di Nocera a Secondigliano sa di cosa si parla , quando si discute del ruolo della chiesa contro la Camorra e la figura di Don Diana ("Sarebbe bello se il Paese difendesse la memoria di don Diana, senza divisioni". Lo scrittore Roberto Saviano lanciando un appello interviene nella polemica divampata dopo che Gaetano Pecorella, presidente della commissione Ecomafie ed ex legale, 12 anni fa, di Nunzio De Falco, condannato in Appello come mandante dell'omicidio del sacerdote, aveva messo in dubbio che il prete ucciso dalla camorra fosse un "martire". "Prima - aveva detto il deputato Pdl - va chiarito il movente del suo delitto".
Il religioso, sostiene lo scrittore, "è stato ucciso per il suo impegno contro i clan. Ribadirlo significa ribadire che l'Italia è sulle figure come quella di Don Peppe che fonda la fiducia nella possibilità di cambiamento e nel sogno di giustizia. Sarebbe bello che da destra a sinistra tutti si sentissero orgogliosi di essere italiani perché lo era don Peppe. Il suo ricordo e difesa prescindono dalle divisioni politiche. Sarebbe bello se scout, associazioni, e tutti i presenti durante la sua vita ricordassero quanto ha fatto. E cancellassero per sempre ogni ombra che da anni la camorra staglia sulla sua memoria".)ansa_16399174_51330
foto Gaetano Pecorella

Il presidente della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti , Gaetano Pecorella, afferma che i processi non hanno chiarito il movente dell’omicidio di Don Diana. Qual è la sua opinione su don Fulvio?

Don Peppino rappresenta un modello di vita vissuta con sacrificio , effettivamente al servizio del prossimo. E’ stato un sacerdote , un ragazzo, che ha combattuto questo cancro terribile che si chiama mafia , camorra , ’ndrangheta e tormenta le nostre terre. Tutte le altre dichiarazioni non mi interessano, qualificano solo chi se ne rende autore. E’ immondizia alla quale non si risponde , si getta nel cassonetto e si guarda avanti”

Fa bene dunque chi si è schierato senza esitazioni in difesa della memoria di don Diana?

Certamente. Ma a ben vedere , don Peppino non ha neppure bisogno di essere difeso”

Perché?

“La sua vita è talmente chiara , limpida , che non può essere messa in discussione. Basta leggere i suoi scritti , e invito chiunque a farlo, per rendersi conto di quella che è stata la vita di Don Peppino e delle sue qualità di persona e di sacerdote”

Nei dieci anni trascorsi a Secondigliano lei si è sempre esposto in prima persona , senza mai temere di pronunciare la parola camorra. Da pochi mesi è ad Arzano. Realtà difficile anche questa. Il ricordo del sacrificio di don Diana ha avuto un ruolo nelle sue scelte?

Sicuramente. Anche perché , per uno strano caso del destino , un giorno ci siamo incontrati . Fu una cosa molto breve , eravamo a un convegno. Mi colpì quello sguardo trasparente che lui aveva. E’ stato un punto di riferimento. Le parole di qualcuno non potranno mai cancellare quello che ha fatto”

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