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by MADYUR

lunedì 5 ottobre 2009

IL COMUNE DI FONDI SI è SCIOLTO. SOLIDARIETà DAL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA CUSANI, L’UOMO SEMPRE ACCUSATO MA MAI GIUDICATO


luigi-parisella

Hanno rassegnato le dimissioni il sindaco di Fondi Luigi Parisella e i consiglieri di maggioranza. Il comune di Fondi a rischio scioglimento ,per infiltrazioni della criminalita' organizzata e la decisione del sindaco e della sua maggioranza (Pdl), arriva dopo un nuovo rinvio del Consiglio dei ministri che ha fatto slittare la decisione di una settimana.
"Abbiamo concordato la nostra condotta in una riunione che ha raccolto tutta la maggioranza del Comune di Fondi. Il consiglio comunale ora e' formalmente decaduto, da lunedi' ci sara' un commissario". Il sindaco ha spiegato cosi' le dimissioni ma non ha chiarito se la decisione della maggioranza servira' a bloccare la decisione del governo sulla richiesta di scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose inviata oltre un anno fa dal prefetto di Latina Bruno Frattasi. "Non ci interessa - ha detto Parisella - Per noi le dimissioni rappresentano solo la liberazione da una vicenda che ci ha logorato".
La mossa delle dimissioni "e' irrilevante", secondo l'Associazione Caponnetto di Latina. "La procedura di scioglimento e' ormai avviata - spiega il presidente, Elvio Di Cesare -. Decine di Comuni, prima di Fondi, hanno tentato di evitare l'onta dello scioglimento per mafia rassegnando le dimissioni ma l'istruttoria e' in corso da un anno e per legge deve considerarsi conclusa con lo scioglimento per mafia".

Dello stesso parere anche Walter Veltroni, componente della Commissione parlamentare antimiafia. "Le dimissioni del Sindaco, della giunta e dei consiglieri di maggioranza dimostrano che avevamo ragione ma non devono fermare la richiesta di scioglimento del Comune di Fondi", dice Veltroni, secondo il quale le dimissioni "non possono diventare l'ultima mossa tattica per far calare la nebbia sull'intera vicenda, e continuare a gestire gli appalti ed organizzarsi per la distribuzioni di voti, magari alle prossime elezioni". "Se cosi' fosse - avverte Veltroni - la criminalita' organizzata avrebbe vinto e lo Stato avrebbe deciso di perdere. A Fondi c'e' un intreccio tra poteri criminali e politica che deve essere stroncato. Le infiltrazioni mafiose tengono sotto scacco questa citta' e l'intero territorio controllando e determinando la vita politica, amministrativa ed economica a danno di cittadini ed imprenditori onesti. Adesso dobbiamo mettere la parola fine a questa storia, lo Stato deve riaffermare la legalita' attraverso lo scioglimento del Consiglio comunale di Fondi".
Armando Cusani , presidente della Provincia di Latina , solidarizza con il comune sciolto
"Esprimo la mia più sincera solidarietà al sindaco Luigi Parisella e ai Consiglieri di maggioranza. Le dimissioni del Governo della Città di Fondi sono un potente atto di denuncia del clima che è stato costruito ad arte in questo anno e mezzo da alcuni talebani della politica provinciale, regionale e nazionale, da un editore criminale e da pezzi deviati dello Stato. La pressione esercitata da questi gruppi di potere trasversali per interessi ed ideali ha evidentemente inciso psicologicamente sulle persone responsabili del Governo della Città di Fondi. A Luigi Parisella e ai Consiglieri di maggioranza va il mio pensiero e la mia riconoscenza perché hanno saputo dimostrare, attraverso l'impegno politico e amministrativo, di aver fatto tanto per la Città di Fondi e per l'intero comprensorio.
In questi anni per merito del Sindaco Parisella e della sua maggioranza di Governo la Città di Fondi si è imposta, per come si è sviluppata, illuminato modello politico e amministrativo da seguire. Fondi è e rimane una Città sana, con cittadini laboriosi, onesti e dediti con il loro quotidiano lavoro a far crescere una comunità che amano profondamente. Ed è per questo che sarò al loro fianco, fino in fondo, per difendere gli interessi dell'intera collettività e l'immagine di un territorio che negli ultimi mesi è stato oltraggiato nella sua dignità più intima".
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Quando era sindaco di Sperlonga Cusani ha fatto costruire lo svincolo per accedere comodamente e velocemente in città, ma anche per aiutare l'albergo di Cusani. Che i comunisti, soliti disfattisti, hanno chiamato "lo svincolo ad personam".
Nel 2006 Il municipio della perla laziale era un via vai di carabinieri e poliziotti. Aperte decine di inchieste, fascicoli, piccole e grandi indagini. Aperte ma non chiuse. Cusani è sempre indagato, mai giudicato e nemmeno rinviato a giudizio.
Per rendere spedite le pratiche e osservare scrupolosamente la legge restrinse il numero dei partecipanti dell'ufficio che doveva convalidare la conformità degli atti alle regole urbanistiche. Sempre un delegato della sovrintendenza, un bravo architetto che ha pure casa a Sperlonga e che l'opposizione, sempre velenosa, ritiene anch'essa un po' abusiva: sarebbe più altina, circa tre metri, e più grassottella, circa seicento metri cubi, del possibile.
Il responsabile dello sportello unico per l'edilizia, il bravo geometra Antonio Faiola , quando è stato chiamato in causa, per esempio nell'accusa di aver soprasseduto alla vigilanza dei limiti delle volumetrie dell'albergo del sindaco, Faiola, nella migliore ispirazione lirica, ha dedotto: "... appare irrilevante per l'interesse pubblico che un immobile preesistente muti eventualmente forma e volumetria in quanto ciò che rileva non è il corpus ma il genus".
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Si deve al genus loci se le attività edilizie e anche il resto delle opere, private e pubbliche, risaltano come una perla nella perla. Tanto che un giudice, il giudice unico di Terracina, quando nel 2006 doveva convalidare l'arresto di due persone che detenevano materiale contraffatto, ha ritenuto di non doversi procedere perché il fatto è accaduto proprio a Sperlonga: "... il reato è stato commesso a Sperlonga, zona notoriamente interessata a gravi reati in materia ambientale, cosìcché non può destare preoccupazione per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini il mero transito di una vettura con all'interno pochi prodotti contraffatti".

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