“Siamo nel pieno della lotta per Baghdad. Sarà una battaglia lunga, aspra e sanguinosa. Questo ne è soltanto un episodio”. Gli ordigni che domenica hanno scosso la capitale irachena , frantumando tre edifici governativi assieme alle poderose barriere erette per proteggerli , non paiono prendere di sorpresa Juan Cole, storico del Medio Oriente all’Università del Michigan , e uno degli esperti più ascoltati quando si tratta della storia irachena.
“Sarebbe meglio chiamarlo il terribile movimento tellurico dall’America con il beneplacito dell’Iran. E parlo dell’insediamento di un potere sciita in un paese e in una ragione tradizionalmente dominati dai sunniti. Si sono rovesciati così secoli di storia araba e irachena. Pochi, perciò, sono disposti a starsene lì , fermi , a guardare”.
Professore Cole , dalle bombe esplose si ricavano elementi nuovi rispetto al passato. E’ così?
“Proprio così. Se io fossi un investigatore , comincerei con l’analizzare gli esplosivi: sono materiali diversi , sofisticati, costosi , dotati di alte tecnologie. Questo è uno sviluppo importante”
Ce lo spieghi?
“Vede, fino all’inizio dell’estate, i guerriglieri impiegavano vecchie armi recuperate dai depositi del Baath. Adesso, invece, l’arsenale viene rifornito dall’esterno”
Da chi?
“Individuare un paese in particolare è fuori luogo. Basti dire che più d’uno a interesse a farlo , a impedire che a Baghdad s’assedi un governo retto in gran parte da partiti religiosi e per di più sciiti”
Dunque la sua pista porta ai sunniti? Alla maggior parte delle nazioni confinanti con l’Iraq?
“Certo il progetto condiviso , seppure tacitamente, da Stati Uniti e Iran , è avversato da nazionalisti sunniti. Osservi bene : tutti i ministeri colpiti sono stati assegnati in premio a chi sostiene il governo : al Consiglio supremo islamico , vicino agli ayatollah iraniani; o al Dawa , altrettanto sciita , dal premier al-Maliki”
Le sue previsioni , professore, tendono al cupo?
“L’Iraq è una faglia fondamentale tra il mondo sunnite e sciita. Gli scienziati a volte iniettano lubrificanti nei segmenti per impedire sismi devastanti , innescandone altri di minore intensità. Il fatto è questo l’America ha sbagliato dosi , troppo massicce. Non aspettatevi pace sociale in Iraq per lungo, lungo tempo”
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