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by MADYUR

mercoledì 28 ottobre 2009

LA DIFFICILE VITA DELLE DONNE SOLDATO

Il sergente Usa Selena Coppa la guerra l’ha combattuta tre volte : la prima quando è partita per l’Iraq , come membro dell’intelligence americano; la seconda , nel 2007, quando entrò in un’associazione che si oppone a quella guerra; la terza è quella contro il suo ex marito , da cui aveva divorziato per l’ennesima rotazione in Iraq e che ha cercato di avere la custodia di loro figlia Alyson. L’uomo l’accusava delle frequenti assenze della moglie per il fallimento del matrimonio “E’ stato difficile. Il giudice non mi guarda con favore , a causa delle mie lunghe assenze. E durante la battaglia legale non ho ricevuto nessun aiuto dai miei superiori” dice la donna.

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Ma su un sergente che vince sono molte le donne che perdono : una vita normale, figli, famiglia e una minima assistenza. A tracciare il quadro della situazione dei militari donne nelle Forze Armate degli Stati Uniti è un rapporto pubblicato dalla Iraq and Afghanistan veterans of America , una delle principali associazioni di reduci americani.

Lo studio evidenzia che le donne ricoprono ormai un ruolo fondamentale nella organizzazione della guerra in America da parte dell’esercito americano : l’11% del totale dei soldati schierati dal 2001 a oggi in Iraq e Afghanistan sono donne. Nonostante esiste ancora il divieto di usarle in prima linea , mai come in questi due luoghi le donna hanno svolto una funzione avanzata: combattendo a fianco dei colleghi, occupandosi dei rifornimenti programmando azioni militari e portandoli a compimento. La morte di 120 donne e il ferimento di 600 lo sta a dimostrarlo. Eppure la differenza tra donne e uomini soldato è ancora tanta.

Le donne non sono arrivate ai vertici del comando : vedere un generale a quattro stelle come Ann E.Dundwoody è un incoraggiamento, ma non la norma.

In cima alla lista delle difficoltà delle donne è quella di conciliare lavoro e famiglia : di fronte a permessi maternità ristrettissimi – quattro mesi dalla nascita del bambino è il tempo concesso dall’esercito a una mamma di rimandarla in zona di guerra , e nelle altre forza è di meno – e a tempi di schieramento lunghi, il numero di divorzi delle donne è di tre volte superiore a quello dei colleghi uomini ( 8,5% contro 2,9% nell’esercito , 9,2% contro 3,3% nei marines) e superiore al doppio della media nazionale( al 3,5%).

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Un terzo delle militari ha denunciato abusi sessuali mentre era in servizio: la maggior parte delle volte erano loro superiori e non sono mai stati processati. Le donne hanno maggiore difficoltà nell’accesso alle cure sanitarie : solo il 14% di cliniche specializzate in reduci sono attrezzate per donne. Inoltre guadagnano meno degli uomini. A parità di incarico il loro stipendio è di 10mila dollari l’anno meno dei maschi.

Una situazione non destinata a migliorare “Non si può dire che il governo non stia provando a cambiare qualcosa” spiega Helen Benedict , docente alla Columbia University di New York , che ha scritto un libro sugli stupri che avvengono nelle Forze Armate degli Stati Uniti “Ma è una cultura misogina che va messa in discussione. E due guerre , con tempi di schieramento lunghi ed estenuanti, non aiutano. Ogni individuo ne esce distrutto : ma agli uomini è concesso alle volte essere violenti e lunatici. Alle donne no. Per questo il conto per loro è più alto

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