1191 sono le richieste di demolizione di manufatti abusivi in meno di tre anni , dal gennaio 2007 ad oggi, per violazione delle leggi urbanistiche ed apposizione dei sigilli. E non c’è stata nessuna demolizione.
“Mi piacerebbe sapere il perché di tanta ignavia” dice Calogero Ferlisi , il comandante del nucleo tutela del territorio dei vigili urbani che ha prodotto questa gran mole di lavoro rimasta senza seguito. Di questi 1191 ben 200 sono a Giampilieri.
Numeri, naturalmente , da brivido sui quali da oggi passerà la sua lente di ingrandimento l’inchiesta che il procuratore Lo Forte ha affidato al sostituto Carenna.
Troppe denunce senza seguito , e soprattutto troppe relazioni e studi tecnici a dormire nei cassetti in tutti questi anni. Insomma si doveva fare e non si è fatto. Lo Forte commenta sullo zero nelle casella delle demolizioni di case abusive negli ultimi tre anni “Gli ordini di demolizione spettano alle amministrazioni comunali. E naturalmente verificheremo se e chi abbia omesso di dare seguito alle ordinanze. Posso assicurare che ci muoveremo con la massima imparzialità e professionalità . Un disastro di queste proporzioni può dipendere da tre fattori : il rimboschimento , l’urbanizzazione legittima o illegittima , la situazione dei torrenti. Fatto questo individueremo le responsabilità”.
Prima di individuare eventuali indagati bisognerà attendere la prima relazione del pool di esperti incaricati dai pm: un meteorologo, un geologo, un ingegnere civile , e soprattutto le carte sui piani urbanistici degli ultimi sei anni. I pm di Messina hanno preso contatto con i colleghi che si occuparono della frana di Sarno per un confronto.
La protezione si arrabbia dopo le dichiarazioni di Berlusconi “Avevamo previsto Il disastro”. Una beffa per chi spala con le mani nel fango, di chi piange i morti , di chi aspetta ancora notizie dei propri cari , di chi ha perso tutto.
Nessuno diede un allarme. Nessuna unità di crisi in prefettura, nessuna allerta della Protezione Civile, nessun avviso della popolazione. Buzzanca, il sindaco di Messina, afferma che l’unità di crisi lo ha chiesto lui a nubifragio che andava da mezz’ora. Ma il sindaco non ha voglia di far polemica con il premier “Forse intendeva dire che era noto che ci sarebbe stato il maltempo , ma che non si poteva prevedere lo smottamento di tale proporzioni”. Poi sbotta “Sa che le dico? E anche quando che avremmo potuto fare evacuare centomila persone? E dove? Perché a rischio , qui, continuamente c’è tutta la città e il suo comprensorio , mica solo Giampilieri e Scaletta Zanchea..”
Buzzanca ha spiegato a Berlusconi, Bertolaso, Prestigiacomo che l’abusivismo non c’entra nulla “E non solo perché le case spazzate via erano del ‘700, ma soprattutto perché basta fare un giro in città e soprattutto leggere la carta per vedere che qui anche le costruzioni sul mare e sui fiumi hanno tutte la licenza. Gliele hanno date trent’anni fa”.
Il Governatore della Regione Sicilia Lombardo intanto parla di veri e propri crimini: «Troppe volte negli ultimi anni il nostro paesaggio è stato violentato. L’obiettivo è evitare di alzare altri muri di cemento e provare a rinaturalizzare le zone a rischio. La nostra priorità ora deve essere ricostruire, puntando a non cementificare in modo incontrollato», dichiara Lombardo, e aggiunge: Analizzeremo eventuali responsabilità di ritardi e di disposizioni non eseguite ed eventualmente puniremo i responsabili. Di sicuro posso dire che nel tempo sono stati commessi tanti errori».
Proseguono anche le polemiche innescate dalle dichiarazioni del Presidente della Repubblica all’indomani della tragedia, con l’appello ad investire sulla sicurezza piuttosto che su opere faraoniche. «Non so se alludeva al Ponte, io non mi permetto di polemizzare col Capo dello Stato”, - interviene il Ministro per le Infrastrutture Matteoli - , però voglio dire, cosa c’entra il Ponte di Messina? Non si è costruito ancora, non si è messa nemmeno la prima pietra possiamo imputare al Ponte di Messina per questo?». Inoltre il Ponte si costruisce «attraverso i privati che lo costruiscono quindi non è che quei soldi si possono dirottare per mettere in sicurezza il territorio». Sulla stessa linea anche Lombardo: «Giudico fuori luogo i dubbi sul ponte sullo Stretto».
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