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by MADYUR

lunedì 19 ottobre 2009

UNA SOAP RADIOFONICA CERCA DI FAR DIMENTICARE IL GENOCIDIO RUANDESE, E PORTARE ARMONIA TRA LE DUE ETNIE RIVALI

Ogni settimana degli attori si riuniscono nel giardino di radio La Benevolencija per le prove di Musekeweya (Nuova Alba) , la radionovela più famosa del Ruanda. A prima vista sembra una soap completamente normale, piena di intrighi, eroi, mascalzoni, e storie d’amore. Ma la differenza c’è , ed è ben grande : questa non vuole solo divertire , ma cercare di evitare un nuovo genocidio.

Nella soap , partita nel 2003 per conto della Fondazione Radio La Benevolencija , si applicano le teorie dello psicologo americano Ervin Staub sull’origine della violenza e del genocidio. La trama si svolge all’interno di due villaggi , Muhumuro e Bumanzi , i cui abitanti in parte si odiano per ragioni legate al possesso della terra , in parte – tramite i loro giovani – si amano: la storia tra Shema e Batamuriza potrebbe essere una nuova storia di Romeo e Giulietta, in versione ruandese.

Anche se i nomi delle etnie non vengono nominati , il messaggio è chiaro : un villaggio è Hutu , l’altro è Tutsi , e qualche personaggio positivo cerca di far vivere in armonia i due gruppi. Un Paese che si confronta sempre con le conseguenze del genocidio del 1994. Più di 800 mila persone sono sospettate di aver partecipato al genocidio. I sopravvissuti hanno vissuto traumi fortissimi, e adesso devono reimparare a convivere con i carnefici.

Un’equipe di 20 scrittori , psicologi, interpreti e consulenti è coinvolta nella stesura della trama. Sulle lavagna compaiono parole cruciali come : paura , odio , riconciliazione. “Prima impostiamo il progetto per i prossimi mesi , dove vengono inseriti i concetti più importanti che vogliamo trasmettere” racconta Johan Deflander , responsabile della Radio “Poi vediamo come si mettono al lavoro i nostri scrittori ruandesi per mescolare il dramma all’umorismo : se mancasse questo elemento non ci ascolterebbe nessuno”.

Musekeweya, non è l’unico progetto di pace in Ruanda. Ong nazionali e straniere cercano ogni giorno di far vivere i ruandesi tutti insieme. Dal 2002 ai ruandesi è permesso fare radio. Ma la stampa è ancora sotto controllo del governo. I partiti dell’opposizione vengono zittiti. E’ vietato parlare di Hutiu o Tutsi. Chi lo fa può essere perseguito per “ideologia del genocidio”. Per evitare le condanne sono stati istituiti dei “corsi di rieducazione della pace”, che i ruandesi sono costretti a seguire.

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“La paura gioca un ruolo enorme”dice Johan “Le scelte politiche sono in gran parte ispirate al trauma del genocidio : sono terrorizzati dall’idea che la storia si possa ripetere”. I giornali ruandesi aprono ogni settimana con la rinascita dell’ideologia del suicidio. “Le campagne di odio dei media hanno giocato un ruolo fondamentale nel genocidio del 1994. Quindi non è poi così strano che il presidente abbia paura a concedere tale libertà di stampa”.

Dal suo esordio del 2004 , Musekeweya ha conquistato il Ruanda. La soap è incredibilmente popolare , è seguita dal 90% della popolazione. Visto che pochissimi posseggono un televisore , il Ruanda è dominato dalle Radio. Ruaganira , è il cattivo della soap, ed è animato dall’odio e dalla paura, quindi incita gli altri a usare la violenza , della quale egli stesso è vittima. E ha un’esitazione quando dovrebbe tornare nel suo paese natale. Potrebbe essere condannato per i suoi crimini. Negli anni dopo il genocidio, milioni di Hutu sono tornati dai vari campi sparsi in Africa. Fra di loro c’era tanta gente innocente , ma anche molti criminali. Il governo doveva reintegrare questi profughi e processare gli assassini.

Nel 1997 il Tribunale del Ruanda ha cominciato a processare gli alti vertici responsabili del genocidio , ma le prigioni erano piene di criminali comuni. Così sono stati rispolverati i gacaca, tribunali ruandesi. Ancora oggi , i criminali raccontano i delitti sulle piazze dei villaggi del Ruanda , alla presenza di sopravvissuti e dei testimoni di allora.

In una bidonville di Kigali, viene investita una nuova leva degli agenti speciali. Parteciperanno live gli attori di Musekeweya. Il Ruanda , all’annuncio degli attori, rimane immobile. Il paese non ha il culto delle immagini. Appena sentono parlare Rutaganira, la gente salta sulle sedie e dalle panche per acclamarlo. La sicurezza cerca di calmare gli animi. Non sono dei vip gli attori, ma le loro voci e i loro personaggi.

Un uomo racconta “Sono Tutsi e ho sposato una Hutu. In passato questo mi ha causato molta sofferenza. Non riuscivo a perdonare ai familiari di mia moglie quello che avevano fatto. Ma grazie a Musekeweya sono riuscito a salvare il mio matrimonio. Adesso trasmetterò questo messaggio ad altri , in modo che anche loro possono cambiare le loro idee. E la loro vita”

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