Sono state rubate 26 lettere che Voltaire scrisse all’imperatrice Caterina II. Sono sparite , denuncia da New York l’antiquario che tre anni fa le aveva comprate all’asta per ordine di un importante cliente russo.
Il cliente importante aveva donato le preziose epistole a Putin , in quel periodo ancora presidente della Federazione russa. Si suppone , dunque, che le lettere di Voltaire siano state consegnate da Khocinskij , titolare della galleria d’arte Boghema , nelle mani del misterioso cliente per cui le aveva strappate all’asta della Sotheby’s di Parigi per soli 583.200 euro.
E invece sembra che non sia andata così. Sembra strano come il cliente abbia pagato e non abbia voluto subito il materiale che lo stesso Khocinskij voleva assicurare per 5 milioni di dollari. La storia dell’antiquario, a leggerla, sembra inverosimile.
Dice Khocinskij “Ho concesso al primo canale tv russo la possibilità di uno scoop. Ossia documentare con un reportage la consegna delle 26 lettere che sono datate tra il 1768 e 1777 a Putin , il quale a sua volta, le avrebbe subito affidata ad una delle biblioteche nazionali russe”.
Il potente direttore del Primo canale , Konstantin Ernst , nega “Nessuno ci ha mai inviato quelle lettere”. Anzi , Ernst ai giudici che lo hanno interrogato , avrebbe anche sollevato un dubbio inquietante : tutto ciò assomiglia ad un ricatto. Un ricatto contro di chi e contro chi? Perché Khocinskij non rivela il cliente? Nel 2006 si ipotizzò che il cliente era Putin. Il motivo del suo interesse era per un motivo che oscillava tra storia e politica.
Cominciamo con la storia. Voltaire, come ben si sa, non ha mai messo piede in Russia. Ma trattenne con la zarina Caterina II una fitta corrispondenza: infatti lei si eretta protettrice degli illuministi mentre aveva rafforzato, rendendo ancor più severo, l’istituto della servitù della gleba. Voltaire vedeva con favore il suo autoritarismo illuminato. E glielo scrisse. E questo è il legame che lo collega alla politica: Putin si sente , anche lui, un despota illuminato come la Grande Caterina di origine prussiana. E’ noto che il leader russo odierno ami l’ordine e la cultura tedesca.
Caterina II era nota Sofia Augusta d’Anhalt – Zerbst . Era una nota ragazza precoce: A dieci anni leggeva Tacito, Machiavelli, Montesquieu. Poi fu invitata a San Pietroburgo. Elisabetta II cercava una sposa per suo nipote , il futuro zar Pietro III.
Tra le candidate , quella Caterina sembrava modesta , e le sue pretese sembravano limitate. Invece salì al trono e dopo qualche tempo si liberò del marito: c’è chi dice che lo avvelenò. La stessa Caterina II aveva una insaziabile passione per gli antiquari, come i nuovi miliardari russi.
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