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by MADYUR

sabato 7 novembre 2009

UCCIDE 13 PERSONE PERCHé NON VUOLE ANDARE IN AFGHANISTAN





Decina di ragazzi sono finiti sotto i colpi di un maggiore dell'esercito : uccisi, sterminati nel Soldier Readiness Facility, il centro medico di Fort Hood, Texas. Ma a differenza di quei ragazzi, Malik, l'autore della strage che ha fatto ripiombare l'America nell'incubo del terrorismo, non morirà. Non per ora. "La sua morte non è imminente": ha detto proprio così il generale Bob Cone, "non è imminente", nell'ultima, incredibile conferenza stampa di una giornata d'inferno. .

Il killer di Fort Hoods non è morto. La rivelazione arriva più di sei ore dopo la strage, nella notte americana, quando tutti i giornali del mondo hanno già mandato in stampa la notizia dello psichiatra-killer ucciso. Invece Malik è vivo e nelle mani della polizia. Ma ormai c'è poco da scoprire. "Non voleva partire per l'Iraq", dicono i suoi amici alla base. Il colonnello Terry Lee, che ha lavorato con lui, racconta che il maggiore sarebbe stato spedito in Iraq. E che per quell'ex ragazzo single di 39 anni, musulmano religiosissimo, americano di origine giordana, ormai era diventata un'ossessione: Barack Obama ci porterà fuori da qui, il presidente ci porterà fuori dalla guerra.

Il maggiore che non voleva andare al fronte ha fatto una strage impugnando due pistole: fuoco sui soldati, fuoco sui civili, fuoco sui poliziotti. Quando un agente riesce a colpirlo è la fine dell'incubo, di quella "terrificante esplosione di violenza", come la definisce il Comandante in Capo dell'esercito Usa, il presidente Barack Obama. Il governatore del Texas, Dick Perry, ordina bandiere a mezz'asta. Tutta l'America paralizzata davanti alle tv.

Fort Hood è una delle basi militari più grandi del mondo, la casa dei soldati che stanno per partire per l'Afghanistan e per l'Iraq. "Questa è un'esecuzione, un'azione deliberata, predeterminata" dice il generale Robert Scales, l'esperto militare della Fox. Ha ragione: ma non ci sono colplici, non c'è il commando.

L'Fbi prima esclude la pista del terrorismo, poi la notizia del nome dell'attentatore riapre scenari inquietanti. C'è chi fa circolare il sospetto che si tratti di un americano che avrebbe cambiato il suo nome dopo essersi convertito all'Islam. Era uno psichiatra. Sarebbe dovuto partire per l'Iraq. Aveva passato sei anni al Walter Reed, l'ospedale militare più famoso d'America.


La base di Fort Hood è un pezzo di storia d'America, una struttura che risale alla seconda guerra mondiale trasformatasi in una vera e propria città militare, più di 30mila le persone ospitate tra soldati e familiari, centri commerciali, un teatro, un campo di softball. Fort Hood si trova a metà strada, cento chilometri, tra Austin e Waco, la città tragicamente famosa per il suicidio di massa della setta dei davidiani. Faizul Khan, l'ex imam della moschea di Silver Spring, se lo ricorda bene quel ragazzo che si lamentava di non trovare una moglie.


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