Hanno sequestrato migliaia di persone , imprigionato, torturato, ucciso. Sono stati a irrompere nelle case di notte , a imbavagliare e portare via innocenti , a premere il grilletto. Giovanissimi, a volte minorenni, costretti dall’uniforme che portavano , soldati di leva dell’esercito cileno di Pinochet.
Oggi questi soldati reclamano un risarcimento economico e morale da parte dello Stato , sostengono di essere anche loro vittime del regime, così come lo furono i desaparecidos e i sopravvissuti dei lager e dei campi di sterminio.
Carnefici obbligati , era impossibile non rispettare gli ordini: chi ci provò ricevette punizioni severissime , venne mutilato o ucciso. Soldati sconosciuti , di origini umili nessuno avrebbe fatto nulla per salvarli. La richiesta avanza dall’Associazione degli ex coscritti cileni fa discutere anche perché arriva vicino alle elezioni presidenziali di metà dicembre, dove è favorito per la prima volta un candidato della destra, l’imprenditore Sebastian Piera , appoggiato dai partiti un tempo vicini al generale Pinochet.
Il dossier presentato da Fernando Mellado è lungo: traumi psicologici , ipertensione, drammi familiari, suicidi. E la sensazione di essere stati abbandonati , dimenticati dal resto della società , che ha riconosciuto il dramma delle vittime del regime , imbrigliata com’era nella fragile transizione democratica iniziata nel 1989 , con Pinochet che lasciava la presidenza ma che sarebbe rimasto per dieci anni ancora alla guida delle Forze Armate.
Moltissime cause sui crimini militari sono rimasti nei cassetti , altre avanzano lentamente , anche se nel Palazzo presidenziale sieda Michelle Bachelet , figlia speciale dell’Aeronautica fedele a Salvador Allende e per questo imprigionato dopo il golpe e morto come conseguenza delle torture ricevute.
Molti disobbedienti sono oggi vivi per raccontarlo. La richiesta degli ex soldati , per ora, non ha trovato risposta . Nessuna presa di posizione ufficiale della Bachelet , mentre gli avvocato delle associazioni delle vittime sono scettici “Accettiamo – ha detto – il loro reclamo salariale perché hanno fatto quattro o cinque anni di servizio militare e non gli è stato pagato nulla. Non crediamo però che si possa equiparare la loro situazione a quella dei desaparecidos” dice l’avvocato Hugo Gutierrez.
Gli ex soldati oramai sessantenni , reclamano riconoscimenti concreti , pensioni o sposti nelle graduatorie degli impieghi pubblici. “E’ stato un calvario infinito – spiegano – durante la dittatura non potevamo raccontare quello che era successo , coi governi democratici abbiamo trovato solo porte chiuse”.
Dieci anni fa quando si stava per elaborare le accuse contro Pinochet fermato a Londra, il giudice Guzman si portò alcuni ex soldati di leva nel deserto di Atacama, alla ricerca di fosse comuni. Ancora oggi non si è trovato i resti di almeno un migliaio dei tremila scomparsi durante il regime “Stiamo raccogliendo diverse testimonianze – ha detto Mellado alla Bbc- che forniremo però agli organismi internazionali perché non ci fidiamo a pieno della giustizia cilena. La società deve capire che il nostro è un percorso di redenzione personale; volgiamo liberarci in qualche modo dal peso degli orrori che siamo stati costretti a commettere”
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