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martedì 17 novembre 2009

LA NUOVA CASA DELLO STUDENTE ABRUZZESE SARà AFFIDATA ALLA CURIA AQUILANA, ANCHE SE COSTRUITA CON FONDI PUBBLICI

La nuova Casa dello studente c’è già. E’ pronta, funzionante , appena 7 mesi dopo il terremoto e il crollo completo di quel palazzo divenuto simbolo della tragedia , con otto ragazzi morti tra le macerie. E’ costata oltre 7 milioni di euro, ed è stata realizzata battendo ogni record di velocità.

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La struttura , che potrà ospitare 122 studenti, non sarà gestita dallo Stato , né da alcun ente pubblico. Seppure realizzata con i fondi della Regione Lombardia , la struttura sarà affidata alla Chiesa, più precisamente alla Curia aquilana. Senza alcuna procedura , alcuna gara ad evidenzia pubblica , ma per diretta volontà della Regione Abruzzo e del suo presidente.

Il contratto è già stipulato , e per la diocesi dall’arcivescovo Giuseppe Molinari si tratta di un duplice affare. Il primo riguarda il terreno dove è stata edificata la struttura in questione : un appezzamento di proprietà della stessa Curia. E per la costruzione delle new town , la Protezione Civile ha proceduto con centinaia e centinaia di espropri , in questo caso ha imboccato un’altra strada , più morbida : l’accordo di programma.

In sintesi , monsignor Molinari ha firmato una concessione gratuita del terreno della Regione Abruzzo per trent’anni , scaduti i quali tutti i beni realizzati – dalla Regione Lombardia – finiranno nel patrimonio della Curia. Un accordo voluto con decisione dal governatore lombardo Formigoni. , al punto che la nuova Casa dello Studente è stata intitolata a San Carlo Borromeo. “L’edificio in legno , con 58 camere doppie e sei singole , su un’area di 8300 metri quadrati , è stato costruito con i più avanzati criteri antisismici , di rispetto dell’ambiente e di efficienza energetica” ha spiegato lo stesso Formigoni.

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L’Unione degli Universitari annuncia, però, che denuncerà la Regione Abruzzo, per aver violato le leggi nazionali e regionali che regolamentano il diritto allo studio. E’ inaccettabile – sostengono gli studenti- che l’attribuzione di alloggi , costruiti con fondi pubblici , possano essere affidati alla Curia o a sua emanazioni.

Tutto questo mentre l’Adsu ( Azienda per il diritto allo studio universitario ) dell’Aquila , a oggi dispone solo di 212 alloggi. Replica don Luigi Epicoco , delegato diocesano per la pastorale universitaria “Abbiamo chiesto alla Regione di poter avere in gestione la struttura perché non vogliamo che sia solo un dormitorio ma che diventi un punto di riferimento per la pastorale universitaria di tutta la diocesi”.

Inoltre un’altra Casa dello studente , la Casale Mariangeli , costruita con 4 milioni di euro di fondi pubblici , è agibile ma inspiegabilmente chiusa. Da sette anni. E nel giorno del sisma non ha subito alcun danno.

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