Con orgoglio il 1° Novembre il ministero della Difesa Russa ha diffuso un sobrio comunicato in cui annunciava che il sottomarino nucleare Bryansk , della Flotta del Nord , durante un immersione operativa , ha testato con successo il lancio di un missile balistico intercontinentale nel Mare di Barents”.
Dopo i fallimenti del supermissile Bulava, la Russia voleva dimostrare che sta ritrovando la propria sicumera e che è ancora capace di suscitare il timore ( e il rispetto) come ai tempi della Guerra fredda “le ogive hanno raggiunto l’obiettivo del tempo prefissato”, è infatti la conclusione del brevissimo comunicato.
Gli analisti militari forniranno a sufficienza i dettagli della manovra. I telegiornali hanno enfatizzato la notizia e hanno trasmesso immagini confortanti dell’evento. Tra tutti i corpi militari russi , la Marina e in particolare i sommergibilisti hanno mantenuto carisma e rispetto , anche dopo la tragedia del Kursk. Non sono stati coinvolti nelle guerre in Afghanistan e Cecenia.
Questa notizia serve per tacere le critiche per spese ed investimenti nei progetti missilistici intercontinentali : circa il 50% del bilancio della Difesa è destinato allo sviluppo dei nuovi armamenti.
Il missile che non ha deluso il Cremlino è un Sineva a propellente liquido , in grado di trasportare 100 testate di 100 chilotoni : i sottomarini a propulsione nucleare della classe Delta IV di cui fa parte il Bryansk , ne hanno in dotazione ben sedici. Il Sineva ha una gittata di 9 mila Km. In un test questo missile ha viaggiato per 11.547 Km: un arma in grado di colpire l’America come l’Australia.
In un intervista a Investiga Patrushev , segretario del Consiglio di Sicurezza russo ( nonché ex direttore dei servizi segreti Fsb) ha esposto la nuova dottrina per quel che riguarda l’utilizzo delle armi atomiche , sostenendo che la Russia potrà usarle per prima , e non più in risposta agli attacchi altrui.
L’arsenale russo si sta modernizzando , è il messaggio che Mosca voleva inviare al mondo intero , e agli americani che sta negoziando il nuovo trattato sul disarmo , ormai in dirittura d’arrivo.
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