A New York non si può più fumare. Al 1510 di Lexington Avenue ,dove il lussuoso East Side converge nelle propaggini di Haarlem , dal prossimo dicembre la scenetta che il futuro presidente tracciava nei “Sogni di mio padre” sarà tabù. Gli intraprendenti responsabili della Kenbar Management hanno deciso di proibire il fumo non solo in tutti gli appartamenti ma persino su balconi e terrazzi.
Dopo aver vietato le sigarette in tutti i luoghi pubblici , provando a spegnerle anche a Central Park , i salutisti hanno deciso di superare la soglia : quella di casa. Nessun piano cittadino , per carità. Il commissario della salute Farley , si affretta anzi a chiarire che l’amministrazione del sindaco Bloomberg – su cui la vittoria sul fumo passivo è stata sbandierata nella campagna della rielezione – non ha studio nessun bando nelle abitazioni comunali.
Questa volta tocca ai privati cittadini. La Related Companies, il colosso che gestisce le abitazioni moderne più lussuose, dalle Torri del Warner Center fino al Tribeca Green , il condominio che si definisce il più verde di Manhattan, bandirà il fumo. Bandisce già il fumo la PanAm Equity , bandiranno il fumo sempre più proprietà preoccupate anche delle proteste degli inquilini.
Uno studio comunale sostiene che il 57% dei newyorkesi che non fumano è esposto al fumo passivo : dati troppo alti. Ma le grandi compagnie con il bandire il fumo , vogliono prevenire l’eventualità di cause degli inquilini: una sentenza di 3 anni fa riconosce la possibilità di rompere il contratto se non si viene salvaguardati dal fumo passivo.
La svolta diventa un incubo dei fumatori : solo la salutista San Francisco ha tentato finora qualcosa di simile. Il divieto non viene applicato a chi risiede già. Ma un sondaggio sostiene che il 58% dei newyorkesi pagherebbe di piùper abitare in una casa no smoking.
Daniel Baum , della Real estate Group, raffredda gli entusiasmi “Non mi sembra il momento più felice per imporre nuove restrizioni ai potenziali acquirenti” dice al New York Times. Il mercato è in caduta libera e i fumatori dichiarati della Grande Mela sono il 16% della popolazione : una cifra che non si può ignorare , anche se inferiore alla media nazionale (un fumatore su 5).
Leggendo le statistiche per la prima volta in 15 anni i fumatori sono aumentati : dal 19,8 al 21%. Big Tobacco ha abbassato i prezzi per attirare i clienti, il governo ha tagliato la pubblicità antifumo causa deficit. Alcuni danno la colpa di Obama , dato che ha confessato di fumare qualche volta.
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