Dietrofront di Vittorio Feltri, “rinomato” direttore del Il Giornale , quotidiano dell’area premier, ha affermato che Dino Boffo , ex direttore dell’Avvenire, non è “implicato in vicende omosessuali”.
Per chi non si ricorda tre mesi fa Feltri , con il suo giornale, attaccarono pesantemente Boffo , costringendolo a dimettersi da direttore. Con un articolo intitolato “Boffo . Ho avuto modo di vedere le carte”, si è chiuso , secondo Feltri, il caso. Secondo Repubblica ci si è arrivati mediante un compromesso dopo un mese di trattative.
Feltri aveva paura di andare incontro a pesanti conseguenze con l’Ordine dei giornalisti a cui erano pronti a rivolgersi i legali di Boffo “Non mi sarei mai occupato di Boffo – secondo Feltri – se non mi fosse stata consegnata da un informatore , attendibile e insospettabile , la fotocopia del casellario giudiziario che recava la condanna del direttore a una contravvenzione per molestie telefoniche”.
Feltri prosegue “La ricostruzione dei fatti descritti nella nota non corrisponde al contenuto degli atti processuali … se Boffo , invece di segretare il fascicolo, avrebbe consentito di verificare che era una bagatella , non uno scandalo”. La colpa quindi è di Boffo !
A questo punto anche per Boffo la storia finisce qui. Nell’ultima dichiarazione dell’Avvenire , Boffo si è rifugiato all’estero in una comunità per raccogliersi in preghiera e dice di pensare in questo momento alle persone e alle famiglie incautamente tirate in ballo.
Marco Tarquinio attuale direttore Cei, però scrive “Un problema enorme resta aperto” in sintonia con il cdr dell’Avvenire che in una nota ricorda al rinomato direttore Feltri “che un buon giornalista avrebbe verificato la notizia prima di pubblicarla”.
Severi anche i vertici Cei che parlano di tardive ammissioni di Feltri. Buttiglione chiede a Feltri “ma ora chi restituisce a Boffo i mesi di sofferenza?”. Rosy Bindi va oltre “Dopo il danno la beffa, perché Feltri non si è scusato”. Infatti Feltri ammette “ solo una doverosa precisazione , senza lacrime e senza scuse”.
Marco Tarquinio inoltre in un editoriale di sabato 5/12 scrive “un atto di riparazione è stato in qualche modo compiuto dopo una smisurata operazione denigratoria. Resta, però, aperto un enorme problema che non è quello della libertà d’informazione , ma quello della responsabilità che ci deve interpellare”. Umberto Folena in un articolo dell’Avvenire “ha definito assordante il silenzio del Tg1, Tg2 e Tg5. “La necessità di restituire l’onorabilità pare non sfiorare neppure chi tre mesi fa non aveva alcun problema a sbattere Boffo in copertina”.
Pier Ferdinando Casini “La retromarcia di Feltri non è un atto di coraggio, ma un atto di vigliaccheria”
0 commenti:
Posta un commento