
Scoppia la polemica : Letizia Moratti propone di dedicare una via di Milano a Bettino Craxi. Durissima la reazione di Antonio Di Pietro, che in un'intervista a CNRmedia.com parla di «distorsione della realtà attraverso tentativi di riabilitazione di una persona condannata per corruzione e illecito finanziamento ai partiti». Il leader dell'Italia dei Valori sottolinea che l'unica differenza tra Craxi e Berlusconi è che il primo «per sfuggire alla giustizia è scappato, il secondo invece è andato in Parlamento per farsi le leggi che gli servivano». Infine la proposta: «Se proprio vogliono fare una targa scrivano "Bettino Craxi, politico, condannato, latitante", perché è questa la storia di quella persona».
E sulla possibile partecipazione del presidente Napolitano , Di Pietro afferma: «Mi auguro che il presidente della Repubblica, se parteciperà a un ricordo su Craxi, lo ricordi per quello che è stato: un politico, un presidente del consiglio, un corrotto, un condannato, un latitante. Altrimenti non racconterebbe la verità nemmeno lui». Una nota del Quirinale spiega che «per il decimo anniversario della morte di Craxi il presidente ha finora solo ricevuto e accolto la richiesta di un incontro con i rappresentanti del Consiglio e del Comitato storico-scientifico della Fondazione Craxi. È invece in attesa di informazioni sull'iniziativa che dovrebbe svolgersi in Senato».
Contrario all'idea della Moratti anche Saverio Borrelli: «Trovo indecoroso, offensivo intitolare una via, una piazza o qualunque cosa a un personaggio che è morto da latitante» ha detto l'ex procuratore, negli anni di tangentopoli a guida del cosiddetto pool di Mani Pulite, di cui facevano parte lo stesso Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo. «Io comunque non ho nulla di personale contro Craxi - ha precisato Borrelli -. Il fatto che in quegli anni fossi a capo della Procura non significa per forze avere delle ostilità nei suoi confronti».
Dal Pdl arriva la replica di Sandro Bondi, che attacca Di Pietro: «Ciò che ha detto è senza precedenti - dice il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni culturali -. Non ci sono più parole per qualificare, stigmatizzare e polemizzare con un uomo che fa della provocazione, dell'insulto, della volgarità il suo programma politico». Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, chiede al Pd di prendere le distanze da Di Pietro, che con le sue parole «conferma che esiste nel nostro sistema politico e mediatico un grumo di inciviltà, di odio, di rozzezza di cui il suo partito è la punta dell'iceberg».
Intanto la Moratti a Palazzo Marino dovrà vedersela anche con l'opposizione interna della Lega. «Milano ha almeno cento nomi di personaggi illustri che non sono passati per San Vittore o nei dintorni, che hanno veramente dato lustro alla città e che meritano venga loro dedicata una via, una piazza o un giardino» dice il capogruppo Matteo Salvini, consigliando dunque alla Moratti di «lasciar perdere e dedicarsi a qualcosa di più importante». Decisamente contraria l'opposizione. «La politica e il Comune si occupino di cose più serie e più importanti, si occupino di rendere maggiormente vivibile la città e di allestire serie politiche sociali per tutti coloro che hanno perso il lavoro» sintetizza il deputato milanese del Pd Enrico Farinone.
PENSIEROMADYUR: L'uniche offese in questa storia becera è quella del sindaco milanese e del Pdl, che ha deciso di dedicare una strada a un latitante corrotto. Craxi non ha mai voluto affrontare processi, come Berlusconi , su storie di corruzione. Di Pietro ha assolutamente ragione , e il popolo italiano benpensante la pensa assolutamente come lui
E sulla possibile partecipazione del presidente Napolitano , Di Pietro afferma: «Mi auguro che il presidente della Repubblica, se parteciperà a un ricordo su Craxi, lo ricordi per quello che è stato: un politico, un presidente del consiglio, un corrotto, un condannato, un latitante. Altrimenti non racconterebbe la verità nemmeno lui». Una nota del Quirinale spiega che «per il decimo anniversario della morte di Craxi il presidente ha finora solo ricevuto e accolto la richiesta di un incontro con i rappresentanti del Consiglio e del Comitato storico-scientifico della Fondazione Craxi. È invece in attesa di informazioni sull'iniziativa che dovrebbe svolgersi in Senato».
Contrario all'idea della Moratti anche Saverio Borrelli: «Trovo indecoroso, offensivo intitolare una via, una piazza o qualunque cosa a un personaggio che è morto da latitante» ha detto l'ex procuratore, negli anni di tangentopoli a guida del cosiddetto pool di Mani Pulite, di cui facevano parte lo stesso Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo. «Io comunque non ho nulla di personale contro Craxi - ha precisato Borrelli -. Il fatto che in quegli anni fossi a capo della Procura non significa per forze avere delle ostilità nei suoi confronti».
Dal Pdl arriva la replica di Sandro Bondi, che attacca Di Pietro: «Ciò che ha detto è senza precedenti - dice il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni culturali -. Non ci sono più parole per qualificare, stigmatizzare e polemizzare con un uomo che fa della provocazione, dell'insulto, della volgarità il suo programma politico». Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, chiede al Pd di prendere le distanze da Di Pietro, che con le sue parole «conferma che esiste nel nostro sistema politico e mediatico un grumo di inciviltà, di odio, di rozzezza di cui il suo partito è la punta dell'iceberg».
Intanto la Moratti a Palazzo Marino dovrà vedersela anche con l'opposizione interna della Lega. «Milano ha almeno cento nomi di personaggi illustri che non sono passati per San Vittore o nei dintorni, che hanno veramente dato lustro alla città e che meritano venga loro dedicata una via, una piazza o un giardino» dice il capogruppo Matteo Salvini, consigliando dunque alla Moratti di «lasciar perdere e dedicarsi a qualcosa di più importante». Decisamente contraria l'opposizione. «La politica e il Comune si occupino di cose più serie e più importanti, si occupino di rendere maggiormente vivibile la città e di allestire serie politiche sociali per tutti coloro che hanno perso il lavoro» sintetizza il deputato milanese del Pd Enrico Farinone.
PENSIEROMADYUR: L'uniche offese in questa storia becera è quella del sindaco milanese e del Pdl, che ha deciso di dedicare una strada a un latitante corrotto. Craxi non ha mai voluto affrontare processi, come Berlusconi , su storie di corruzione. Di Pietro ha assolutamente ragione , e il popolo italiano benpensante la pensa assolutamente come lui
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