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by MADYUR

sabato 5 dicembre 2009

RAPPORTO MOLTO DURO DELLA DIREZIONI DELLE CARCERI SULLA MORTE DI CUCCHI

E' un rapporto duro quello preparato dal Dap (Direzione generale delle carceri) sulla morte di Stefano Cucchi. Come scrive il Corriere della sera, per gli ispettori, la morte del 31enne romano è stata "disumana e degradante". Non solo ma le responsabilità del decesso, sono da ricercare a "tutti i livelli" e denotano "un'incredibile mancanza di tutela dei diritti".

Stefano Cucchi in pratica è morto per la totale mancanza di tutela sulla sua persona, per mancanze "che si sono susseguite in modo molto probabilmente non coordinato e con condotte indipendenti tra loro". Il rapporto del Dap daà colpa di inadempienze e violenze a tutti i livelli: da quando il giovane è entrato nella caserma dei carabinieri dopo l'arresto, alla permanenza nella cella del tribunale di Roma, dove, stando alle testimonianze di altri detenuti, sarebbe avvenuto il pestaggio ad opera degli agenti penitenziari, fino al ricovero in ospedale, dove sarebbe mancata l'assistenza adeguata.

Gli ispettori del Dap sono molto chiari: "Le possibili colpe di altri organi e servizi pubblici dai quali Cucchi è transitato, non attenuano al responsabilità di quanti, appartenendo all'amministrazione penitenziaria, abbiano partecipato con azioni e omissioni alla catena della mancata assistenza". Non sono attentuanti ma servono a dar l'idea del contesto, le parole degli ispettori sulle condizioni in cui operano gli agenti penitenziari, soprattutto nelle celle di detenzione del tribunale romano.

"Condizioni lavorative difficili", scrive il Dap che aggiunge: "Le camere di sicurezza del tribunale di Roma versano in condizioni degradate e degradanti, perché non hanno spazi e non ci sono servizi igienici. Presentano evidenze di materiale organico ormai essiccato sui muri interni (vomito) che risultano in parte ingialliti e sporcate con scritte. Sul pavimento, negli angoli, si rilevano accumuli di sporcizia".

Per gli ispettori la vicenda Cucchi "rappresenta un indicatore di insufficiente collaborazione tra responsabili sanitari e penitenziari e certe giustificazioni avanzate da alcuni responsabili non meritano qualificazione". La relazione è stata inviata alla Procura di Roma. video

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