Oltre al fatto che su Facebook ha 4849 amici ( e oltre 1800 in lista d’attesa), anche se non mancano i detrattori, Sandra Leonardo, moglie di Mastella, è il presidente del Consiglio regionale della Campania ed è in un vortice giudiziario per presunte vicende di assunzioni pilotate.
Su Panorama del 5 Novembre compare un’intervista a firma di Donatella Marino alla leonessa Sandra.
Come si sente in questo momento?
“Quando i carabinieri mi hanno recapitato il divieto di dimora io, che pure vedo sempre il bicchiere mezzo pieno , sono quasi svenuta. Mi sono lasciata andare come non mi era mai successo. Mai avrei pensato di avere di nuovo a che fare con la giustizia. Mi sento perseguitata dalle calunnie”
Questa volta le pesa di più?
“Certo. Basti un esempio. Fra poco cadranno la festività dei morti e io non potrò nemmeno pregare sulle tombe dei miei cari. Penso anche chi non ha un’altra casa : come fa affrontare i tempi lunghi della giustizia? E vuol sapere quale sarebbe il giorno più brutto della mia vita?
Dica pure..
“Se tutto finisse con l’archiviazione per prescrizione. Sono una persona perbene , non voglio che restino ombre. Voglio essere giudicata . Io ho vissuto negli Stati Uniti , dove si sa subito chi è colpevole e chi no. Qui sono passati due anni , troppi. Soprattutto chi fa attività politica”
Come trascorre le giornate?
“Leggo le 1000 pagine degli atti e gli addetti ai lavori sanno cosa vogliono dire 1000 pagine. Sto per alternarli con il processo di Kafka , perché è così che mi sento , dentro una vicenda kafkiana. I miei familiari sono diventati “hunter”, stanno rovistando dallo studio fino alla soffitta della casa di famiglia a caccia di documenti utili per difendermi”
Cosa o chi l’ha delusa?
“A parte qualche sciacallo in consiglio regionale , sto ricevendo molta solidarietà, che mi aiuta e mi rende più serena. A quelli che mi attaccano su Facebook dico “Scrivetemi , confrontiamoci , è il confronto che rende il mondo migliore”. Quanto ai voltagabbana si sono già defilati dal partito per riciclarsi altrove. Prima erano considerati corruttori , adesso persone rispettabili. Due pesi e due misure”
Lascerà la politica?
“Perché dovrei ? Ho lavorato bene. Ho combattuto illegalità e sprechi, ho ridotto le spese in consiglio: il 30% in meno sulle voci di rappresentanza e consulenza. Ho proposto che la prefettura diventi stazione unica per l’assegnazione degli appalti. E so quanta fatica mi è costata fare approvare leggi attese da decenni. Il 15 febbraio , nel rispetto della magistratura, affronterò il processo e anche la campagna elettorale. Sì, perché intento ricandidarmi e sottopormi al giudizio della gente”
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