La storia del latte contaminato cinese è finita male. L’alimento adulterato ha portato alla morte di 6 bambini , ed altre centinaia di migliaia ne hanno patito le conseguenze , costretti a dolorose e costose terapie.
Certe storie in Cina finiscono in questa maniera : Zhao Lianhai , il giovane padre di uno dei bimbi avvelenati , promotore della campagna di denuncia contro gli additivi sfuggiti al controllo del governo , in particolare la tossica melanima aggiunta al latte per renderlo più proteico e contenente il costo , è stato arrestato.
La polizia gli ha assegnato un fatto grave : aver sobillato l’ordine , con la volontà di seminare zizzania. Per questo rischia la condanna a 5 anni di prigione. La notizia è stata diffusa dalla moglie.
Due responsabili del latte contaminato sono stati giustiziati . Altri sono incarcerati. Il governo di Pechino è impietoso nei confronti dei truffatori. Non dà sconti a chi ha commesso reati di speculazione finanziaria. Due broker tacciati di malversazione hanno subito la pena capitale.
Però in Cina la giustizia colpisce anche le vittime. Soprattutto se hanno sfidato i ferrei confini della libertà d’espressione. La colpa di Zhao Lianhai è quella di aver diffuso la protesta attraverso un sito web , www.jieshibaobabo.com, presto oscurato dal governo.
L’uomo ha raccolto informazioni e dati sullo scandalo del latte. Inoltre il suo sito è servito a coordinare l’azione di migliaia di altri genitori , molti in attesa di ricevere parte dei fondi stanziati dal governo come risarcimento per i casi più gravi di intossicazione.
Tre mesi fa, l’uomo , escluso dalla ricompensa statale , insisteva: aveva organizzato a casa propria un raduno di genitori, per segnare il passaggio del primo anno dall’inizio dello scandalo. L’iniziativa è passata inosservata. Molti partecipanti sono stati fermati. A Zhao Lianhai ora spetta la prigione.
0 commenti:
Posta un commento