Molti esploratori l’hanno cercata per secoli , con il sogno di impossessarsi dei suoi segreti , ma soprattutto dei suoi tesori. Dagli spagnoli ai grandi avventurieri , in tanti sono partiti per il cuore dell’Amazzonia, attirati dalla leggenda di un Eldorado nascosto , una civiltà tenuta nascosta dal fitto della foresta tropicale : molti sono morti senza raccontare di averla trovata , altri hanno raccontato di aver visto “città scintillanti nel buio”. Ma l’Eldorado sembrava solo una leggenda.
La tecnologia del 21° secolo rivela, però, che il mito raccontava una storia vera : la civiltà perduta esisteva realmente , celata e protetta dagli impenetrabili tentacoli amazzonici.
Immagini riprese via satellite e confermate da foto scattate da droni ( i famosi aerei usati senza pilota) hanno fatto emergere più di 200 enormi disegni geometrici , cerchi, rettangoli e un dedalo di strade e fortificazioni , scavate nella parte settentrionale del bacino del Rio delle Amazzoni , vicino al confine del Brasile con la Bolivia .
Con un’estensione di 250 Km quadrati , le strutture individuate dal cielo e in parte esplorate al livello della terraferma sono considerate dagli studiosi come la prova dell’esistenza di una vasta e sofisticata civilizzazione, sviluppatasi in quella inaccessibile regione del globo tra il 200 e il 1283 dopo Cristo , vale a dire molti anni prima che Colombo scoprì le Americhe. E’ presumibile che esistessero già nel 1513 , quando i conquistadores spagnoli , tra cui Vasco Nunez de Balboa , si spinsero ai limiti dell’Amazzonia , cercando un “nuovo mondo” in Sud America.
Le foto dei satelliti , molte delle quali su altopiani , con disegni simmetrici che fanno pensare a un significato astronomico , costituiscono una rete di trincee , corridoi e fortificazioni , con larghezza fino a 11 metri , un metro di profondità e altrettanto di altezza. La notizia è stata riportata dalla rivista britannica Antiquity.
Gli esperti ritengono che fossero usati come abitazioni , templi e barriere protettive da una civiltà di almeno 60 mila persone , più di quelle che all’epoca risiedevano in molte città medievali d’Europa , in grado di competere per cultura ed evoluzione con gli Incas e Aztechi.
Il contatto con qualche esploratore , forse, portarono malattie a questo popolo , che poi scomparì. L’inglese Percy Fawcett andò a cercare negli anni Venti quella che lui chiamava “La città di Z”ma non la trovò mai : Conan Doyle , il creatore di Sherlock Holmes , ne scrisse un romanzo. L’Eldorado è dunque esistito , e per molto tempo è stato ingoiato dalla giungla con tutti i suoi tesori.
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