Il ragazzo che voleva farsi esplodere sui cieli di Detroit aveva lasciato una traccia che nessun 007 poteva ignorare. Questa è la mia ultima telefonata – aveva detto Mutallab nei primi di novembre – non mi cercare più , le persone che sono con me mi hanno ordinato di distruggere la Sim card del cellulare. Un vero battesimo della latitanza.
La rivelazione è stata dell’Abc , ed è solo l’ultima nella serie di allarmi inascoltati dal maggio scorso a quel benedetto e miracoloso giorno di Natale : sette mesi in cui Mutallab è stato intercettato dai servizi e dalle autorità di sei Paesi ( Yemen, Ghana, Nigeria, Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti) senza che nessuno muovesse un dito.
Obama ha ricevuto un primo rapporto sugli errori della sua intelligence. Qualcuno pensa che salterà qualche testa. Ma chi? Sul banco degli imputati il National Counter Terrorism center , cui scopo, dopo l’11/9 , era riassumere e far circolare le informazioni di Cia , Fbi e National Security. La testa probabile che salti secondo i giornali, è quindi quella di Dennis Blair , direttore nazionale per l’intelligence.
Brown ha ordinato una revisione completa di tutte le misure di sicurezza negli aeroporti , dall’uso di nuove tecnologie anti-esplosivo all’impiego di body scanner. Umar Mutallab si era mosso tra Europa , Africa , Asia e America. Ad agosto la National Security intercetta gli yemeniti di Al Qaeda che parlano di una sorpresa di Natale preparata da un nigeriano.
Il 4 agosto Umar entra nello Yemen con un visto valido fino al 21 settembre. Quando il visto scade , il giovane lascia Sanaa con un taxi per l’aeroporto chiamato dalla segreteria della scuola. I yemeniti lo segnalano nel sud del paese , dove frequenta i campi di Al Qaeda di Shabwa. Il contatto è il solito Anwar Al Aklawi , che aveva ispirato la tragedia di Fort Hood. Il nigeriano lo incontra nella sua casa . Il 7 dicembre Umar lascia lo Yemen e raggiunge l’Etiopia.
Da qui si sposta in Ghana e acquista un biglietto di 2831 dollari Lagos-Amsterdam-Detroit per il 24 dicembre. Il rientro è previsto ad Accra per l’8gennaio 2010. La sicurezza nazionale degli Stati Uniti doveva , ricevuto elettronicamente il nome del nigeriano, verificare e lanciare l’allarme , sicuramente per due motivi : il pagamento in contanti del biglietto d’aereo e l’imbarco senza bagaglio. Il viaggio si conclude a Lagos : il nigeriano arriva in auto sulla strada usata da trafficanti e terroristi. Il padre lo denunciò e quindi anche per i nigeriani era un ricercato. Invece s’imbarca tranquillamente sull’aereo per Detroit , con le mutande pieno di esplosivo.
Intanto a Newark ieri un uomo E' entrato nell'area dell'imbarco passando dal varco di uscita del check-in. E ha fatto scattare immediatamente le procedure di emergenza. Aerei bloccati e passeggeri a terra finché la situazione non è tornata alla normalità, ma con la conseguenza di lunghe code per chi si è dovuto imbarcare. L'uomo è stato identificato, ma ha lasciato subito l'aeroporto ed è riuscito a far perdere le proprie tracce.
Indescrivibile il caos: ritardi fino a sette ore nei voli, colpita soprattutto la Continental Airlines, la compagnia che utilizza maggiormente l'aeroporto, dove transitano 35 milioni di passeggeri l'anno.
La notizia è stata diffusa e confermata da fonti della Tsa, la Transportation Security Administration, responsabile per la sicurezza nei trasporti. Sicure sanzioni nei confronti del personale che non ha controllato a dovere la zona.
La polizia sa chi è il passeggero che ha violato i controlli. Non si esclude che sia una persona afflitta da problemi mentali.
Tutti i passeggeri dell'area d'imbarco del terminal C, quello in cui opera la Continental, sono stati costretti a rifare lo screening ai metal detector, per una seconda volta. Forti ritardi nelle partenze, complici anche le cattive condizioni atmosferiche, con temperature sotto lo zero.
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