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by MADYUR

giovedì 7 gennaio 2010

FINISCE IN GALERA , DOPO UNA RETATA PER UNA MANIFESTAZIONE A MOSCA , LJUDMILA ALEKSEEVA REGINA DEI DISSENSI. IL MONDO S’INDIGNA

Protestava contro il governo Putin e chiedeva più rispetto peri i diritti umani. Gli agenti della milizia l’hanno arrestata e portata via con qualche insulto , da piazza Triumfalnaja , quelle dove c’è il monumento di Majakovskij. La piazza è famosa per i moscoviti per l’attesa del nuovo anno in compagnia.

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Insieme ad altre 70 persone è stato arrestato Babbo Natale , che è finito su un vecchio autobus blindato arrivato per portare in cella i partecipanti alla manifestazione non autorizzata. La retata è di routine , ma questa volta non piacerà al Cremlino . In palandrana azzurra , vestita da Snegurochka , la nipotina di Babbo Natale adorata da tutti i bambini russi, c’era una signora di 82 anni decisa a far sapere al mondo che non esiste una libertà in Russia.

Si chiama Ljudmila Mikhailovna Alekseeva ed è un mito della dissidenza al regime , amata e rispettata da varie generazioni , cresciuta nelal scuola di Sakharov e tuttora in strettissima collaborazione con la vedova del gran dissidente Elena Bonner.

E’ bastato che la notizia della retata , ignorato dalle tv russe, facesse il giro del mondo e registrasse le reazioni indignate , non solo di Amnesty International , ma anche del parlamento europeo che 15 giorni fa aveva insignito la Alekseeva del premio Sakharov, offrendole una tribuna internazionale per denunciare la carenza dei diritti umani nella Nuova Russia a vent’anni dalla fine dell’URSS.

Una brutta gaffe per il governo russo. La signora arrivata alla caserma della milizia , quando le è stato detto di tornarsene a casa ha risposto con decisione “Non me ne vado se non liberate anche tutti gli altri”. Pur pressati dal capo della polizia , gli agenti ci hanno messo ore prima di lasciare tutti i partecipanti al sit-in, trasformando la vicenda in un caso internazionale.

Tornata a casa Ljudmila si è messa scrivere sul suo blog dando protesta organizzata dai membri del partito. Un’eco che non erano riusciti ad avere con i pestaggi di giorni corsi “Non tollero che si urli e si usi un linguaggio indecente quando ci sono delle signore” ha scritto enfatizzando i modi brutali della milizia.

Il giorno della protesta è simbolico : il 31 è l’articolo della Costituzione russa che sancisce la libertà d’espressione e definisce legale ogni attività pacifica di protesta che abbia ottenuto la necessaria autorizzazione. Nella Nuova Russia , in realtà, la manifestazione contro il governo non sono esplicitamente vietate. “Il fatto è che ottenere l’autorizzazione è praticamente impossibile” spiega Limonov altro leader della protesta.

Gli ostacolo non vengono solo dal governo e dalla polizia. Sulla piazza Triumfalnaja c’erano anche un centinaio di giovanissimi della Russia Giovane , che si autodefiniscono Pro Cremlino. Stavano vicino all’albero di Natale accanto al monumento di Majakovskij , dove avevano allestito un centro trasfusionale mobile per donatori di sangue volontari. Ma sono scattati al fianco della polizia urlando slogan e insulti contro i manifestanti.

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