La procura di Milano sta indagando sui tranvieri di Milano per spaccio di droga . Claudio taglia la coca con l’Aulin prima di venderla ai clienti, insieme al suo amico Nello. Forse ci sono molti altri gli appartenenti a questo giro, che spacciavano droga anche ad altri autisti dell’Atm .
A maggio l’Atm – nella bufera per piccoli e grandi incidenti negli ultimi due anni – aveva lanciato una campagna di controllo antidroga con test per i suoi dipendenti. Indagando anche sull’omicidio di Marco Medda , un ergastolano ai domiciliari, che i carabinieri e la Procura di Milano arrivano allo spaccio all’interno dell’azienda milanese, al gruppo dei tranvieri del Lorenteggio , quartiere della periferia sud-Ovest e al filone della droga.
Indagano e s’imbattono su un’altra vecchia conoscenza della polizia , Giorgio Tocci, 51 anni, un ex agente diventato killer dei calabresi , poi collaboratore di giustizia , ora dentro per evasione dei domiciliari dov’era per spaccio, anello di congiunzione tra gli spacciatori di strada e i tranvieri.
Il 20 luglio scorso il Nucleo investigativo di Milano ha consegnato un rapporto dettagliato sul raporto tra dipendenti Atm e fornitori di droga. L’informativa indica in alcuni spacciatori del Lorenteggio i principali fornitori di Claudio , l’uomo che taglia la coca con l’Aulin, e il suo amico Nello. I due pur grandi utilizzatori di droga, si adoperano per venderne una parte consistente a un giro di clienti , alcuni dei quali autisti Atm .
A fine novembre il pm chiude le indagini. In alcune dichiarazioni davanti ad un giudice , gli autisti ammettono l’uso della cocaina e di sapere che gira molta droga nell’azienda. Il 31 agosto 2008 Giuseppe, autista anche lui e consumatore di droga , s’impicca ad un albero. UN tragedia che evidenziava un disagio per la situazione , presumibilmente legata a prestiti di denaro. I colleghi definiscono Giuseppe un cocainomane e raccontano del suo debito di 4 mila euro con Marco Medda.
Ogni giorno davano appuntamento per la consegna delle dosi a fine servizio , prendendo telefonate quando stanno ancora guidando i mezzi pubblici. La moglie di Giuseppe “Non si è suicidato per motivi sentimentali o per gelosia. Sono convinta sia sia messo in un giro più grande di lui . Credo avesse contratto debiti importanti per la cocaina”.
0 commenti:
Posta un commento