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by MADYUR

venerdì 22 gennaio 2010

IN INDIA ESISTE UN OSPEDALE CHE GRAZIE A UN AUTOFINANZIAMENTO DEI SUOI CITTADINI OPERA PERSONE POVERE , SOPRATTUTTO BAMBINI

L’ospedale è a qualche decina di Km a Bangalore , lungo la strada della prima Silicon Valley indiana. L’edifico è moderno e mastodontico , ma all’interno anche gli spazi vasti sono appena adeguati alla sofferenza che qui ottiene una dignità e un decoro spesso negati altrove.

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Anche se gran parte del personale e dei medici è induista , la struttura dedicata al mecenate Narayana Hrudayalaya ha raccolto il motto principale di Madre Teresa e lo ha stampato sui muri dell’ospedale “La mano che aiuta è più preziosa di quella che prega”. Non a caso il motore e l’anima del più grande ospedale privato indiano per le malattie cardiache è un chirurgo che operò e seguì per cinque anni la monaca albanese.

Devi Prasad Shetty era ancora giovane talento rientrato a Calcutta da un ospedale di Londra quando la sua celebre paziente gli disse che il suo scopo al mondo era “salvare i bambini malati di cuore”. Ora a 54 anni è uno dei stimati specialisti del suo Paese , ma è anche un santo per migliaia di persone. Un santo che però s’intende d’affari e mantiene in attivo una struttura con 3000 letti.

Il segreto per salvare tanti pazienti poveri e guadagnare , è una speciale assicurazione inventata personalmente dal medico “Sette anni fa – racconta Shetty – l’associazione dei produttori di latte m’invitò a sponsorizzare una loro nuova bevanda a basso colesterolo. Io aderii a patto che i loro aderenti , più di un milione e settecentomila , pagassero una piccolissima quota annuale per finanziare un fondo destinato solo alle operazioni chirurgiche. Cosa che fecero”.

E’ nato , così, lo schema Yeshasvini , esteso oggi a più di 3 milioni di contadini : devolvono 5 rupie , 11 centesimi di dollaro al mese con cui coprono 1650 operazioni diverse presso una catena di 360 ospedali in tutta l’India.

La Banca Mondiale sta ora cercando di applicare questo schema anche in Africa , mentre nella regione indiana dell’Andra Pradesh aderisce già l’80% della popolazione rurale, tanto che l’ex governatore e sponsor dell’assicurazione per i poveri è stato rieletto a furor di popolo. A ruota hanno seguito il Tamil Nadu, lo stato di Delhi , il Rajastan e altri.

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L’ospedale ha una nuova ala dell’ospedale per i malati di tumore e un modernissimo Centro di Telemedicina ( impiantato gratuitamente dall’Ente spaziale indiano) . Dell’assicurazione Yeshavini per ora usufruiscono solo i contadini , e un’operazione al cuore di difficoltà media costa al paziente 2000 dollari , poco più di 1500 euro. Una cifra bassa se si pensa che in America un operazione analoga costa i 100 mila dollari.

“Sui 2 milioni e mezzo che ne hanno fatto richiesta lo scorso anno- spiega Shetty – solo 90 mila hanno potuto effettuare l’intervento”. Al Narayana , lui e la sua stessa equipe hanno operato 4000 bambini con una riuscita superiore al 90%. Il medico vorrebbe passare dai 3000 ai 30000 posti letto anche all’estero. Nel 2008 ha effettuato 3174 bypass superando il record di operazioni di un americano.

Shetty non accetta di essere beatificato per “essersi solo comportato umanamente”, e spiega che il miracolo finanziario e sanitario del Narayana sono stati resi possibili grazie soprattutto al basso costo della manodopera “che incide tra il 10 al 20%, contro il 70-90% dell’India e dell’Occidente”.

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