A Reggio Calabria c’è tensione. Macchine incendiate , bombe, minacce a chi si ribella e spari contro imprenditori. Il procuratore aggiunto Michele Prestipino avverte che il clima è pesante.
Dottor Prestipino , cosa succede a Reggio Calabria?
“Succede che si stanno registrando una serie di fatti che inevitabilmente alimentato tensioni e paure soprattutto tra la gente. Episodi che si susseguono con una continuità crescente già da alcuni mesi , e che di recente sono diventati ancora più eclatanti.
La bomba alla Procura Generale e il ritrovamento delle armi di giovedì sono dunque da inquadrare in un contesto complessivo?
“Decifrare il ritrovamento delle armi vicino all’aeroporto è prematuro. Bisogna attendere l’esito dell’indagine appena iniziata ed è quindi impossibile da contestualizzare. Di certo c’è solo che la ‘ndrangheta dimostra di avere un potenziale militare pericolosissimo. Negli ultimi mesi abbiamo sequestrato centinaia di armi e esplosivi. Tuttavia, come dimostra l’episodio di giovedì, gli arsenali sono ancora pieni , la capacità offensiva delle famiglie è notevole”
A dicembre , nella Piana di Gioia Tauro, ci fu il ritrovamento anche di un lanciamissili
“Appunto , senza dimenticare che quello è solo uno dei molti sequestri che abbiamo fatto. Evidentemente la potenza militare delle cosche reggine è notevole. E la dimostrazione di quando organizzati e pericolosi siano i clan”
Forze dell’ordine e magistratura nell’ultimo anno hanno chiuso decine di indagini e fatto centinaia di arresti , i clan stanno reagendo?
“Non è possibile dire se ci sia o no un collegamento diretto tra causa e effetto. I risultati dal punto di vista dello Stato ci sono , e questo è evidente. L’altro fatto è che noi andiamo avanti secondo un programma di lavoro preciso stilato da mesi dalla Procura della Repubblica. Lavoriamo con serenità e in maniera compatta”
In un clima che non appare confortante?
“Noi siamo tranquilli. Abbiamo il sostegno dello Stato , a partire da quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e registriamo la vicinanza delle istituzioni di ogni livello. Questo non solo ci conforta, ma ci spinge a non recedere di un centimetro. Andiamo per la nostra strada e non c’è nulla che possa fermare il processo di legalità che la magistratura tutta ha intrapreso”
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