TRADURRE/ TRADUCE

TRADUCI IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO
by MADYUR

lunedì 4 gennaio 2010

L’ATTENTATORE DELL’AEREO DI DETROIT FREQUENTAVA LA STESSA MOSCHEA LONDINESE CHE OSPITò L’IMAM YEMENITA , MENTORE DELL’11/9

Il contrasto tra il quartiere di Whitechapel e la case ricche dove ha vissuto il terrorista dell’aereo di Detroit è stridente. Eppure lui andava nella moschea più antica di Londra , per pregare, almeno quanto confermano alcuni studenti e suo cugino con cui ha convissuto.

East_London_Mosque

Secondo Scotland Yard la moschea è una pista da seguire , seppure una traccia non nuova, perché altre volte il centro religioso musulmano è stato al centro di storie riguardanti fondamentalisti. La moschea ha infatti ospitato imam dalle idee radicali e tra questi, il contestato Anwaral Awaki , il mentore yemenita dell’11 settembre di New York ( fu anche l’uomo che scambiava email con Maggiore Hasan , l’uomo che sparò in una base americana uccidendo 13 persone).

Abdul Mutallab ( l’attentatore di Detroit) non era Londra quando c’era l’Imam , ma questo non esclude che i sermoni infuocati dello yemenita non abbiano lasciato una rete organizzata , pronti a trovare giovani uomini desiderosi di mettersi alla prova con il martirio. Londra è ormai un punto di adescamento di giovani da inviare in Afghanistan o Yemen , lo dimostrano gli attentati del 2005. Ma la capitale inglese potrebbe non essere l’obiettivo di nuovi attentati, ma lo snodo per la formazione di kamikaze.

Secondo i servizi segreti britannici ci sono circa duemila filo-qaedisti che lavorano in incognito, lavorano e fanno la spesa , e poi di notte chattano con i loro fratelli del Pakistan o dello Yemen per sapere come va la lotta.

TTH012901CC-copy-3_666319a

Il giovane nigeriano Mutallab frequentava Whitechapel solo per pregare “La moschea è sempre aperta – dichiara il segretario Ayub Khan – chiunque può venire qui , entrare e seguire le funzioni. Ogni settimana calcoliamo che ventimila persone passino dai nostri locali per le funzioni, per i matrimoni o per seguire uno dei 30 progetti , aperti a mussulmani e non , che portiamo avanti con il centro culturale. E’ molto triste che dalla moschea si parli soltanto quando succedono cose terribili come quella accaduta a Detroit , un fatto che non ci stancheremo mai di condannare”

“Nella moschea – ci tiene a sottolineare il portavoce del centro culturale – la gente viene per stare in pace e noi insegniamo la solidarietà e le opere buone verso persone di tutte le religioni o di nessuna”. Si organizzano anche proteste. Su un tavolo all’ingresso del centro culturale ci sono stati cartelli per manifestazioni per ricordare l’attacco Israeliano a Gaza , le parole erano di Hamas e delle rivendicazioni palestinesi.

300px-Synagogue_mosque_gruntzooki

Mentre si fa un giro intorno al vasto complesso del Centro culturale si resta di stucco nel vedere sul retro , fianco a fianco con l’ingresso dell’area ricreativa del “Centro sociale musulmano” i caratteri e i simboli ebraici della Fieldgate Synagogue. Un anziano seduto dice “Questo in origine era un quartiere a maggioranza ebrea” dice

0 commenti:

Posta un commento