Quando il 10 settembre del 1960 tagliò il traguardo le fotoelettriche illuminarono per sempre un’icona dello sport mondiale , entrato nella fantasia e nella memoria degli italiani. Proprio a Bikila è stata dedicata la 16aMaratona di Roma , presto la capitale gli dedicherà una strada, il Comune di8 Ladispoli un ponte pedonale , il Comitato Bikila 2010 curerà mostre ed iniziative assortite.
Ma cosa resta di Bikila nella sua Etiopia? Poco o niente. Ad Addis Abeba nessuna via ricorda il primo africano a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi , come conferma Adam Tadesse, segretario della Federazione etiope di atletica. Invece esiste Haile Gebrelassie road dal nome dell’erede di Bikila , nato sei mesi prima della sua morte , dal 2008 primatista mondiale. Sulla mancanza di strade non sa rispondere neanche il terzo figlio del campione dimenticato , Abele Bikila Yetnayet, che si limita a dire “Meglio chiederlo al governo etiope”.
Quando si va nella tomba di Bikila, nel cimitero di San Giuseppe ad Addis , colpisce l’incuria.La statua e il sepolcro non ci sono più.Intorno erbacce e sassi. Sparita anche la lapide che lo ricordava in tre lingue : italiano, giapponese, amarico. Unico ricordo che riposa un olimpionico sono i cerchetti olimpici intorno al recinto “Tre anni fa dei vandali hanno distrutto la tomba” spiega il figlio di Bikila “ora il governo ci ha dato il permesso di ricostruirla e la statua tornerà presto al suo posto”.
Si correrà , grazie ad un Associazione onlus “Stella della Solidarietà” una maratona ad Addis Abeba per ricordare i 50 anni dalla vittoria di Bikila. “Bikila è stato un grane uomo e molto popolare, anche se sognava un mondo diverso” assicura il suo amico Vassallo , storico allenatore della nazionale di calcio africana. “Purtroppo ijn Etiopia lo sport viene vissuto in maniera diversa , la maratona è solo una corsa , stessa cosa per il calcio. Ma credo che prima o poi si renderanno conto che una partita è molto più importante della guerra”
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