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by MADYUR

mercoledì 3 marzo 2010

CONCEPCION, LA CITTà CILENA PIù COLPITA DAL TERREMOTO, è UNA CITTà DEI FANTASMI

Mancano soltanto i morti. La citta si è trasformata in uno scenario dopo-catastrofe : le strade e viali ricordano film repertorio di un paese di guerra , coperti di calcinacci , pezzi di muro, stralci di grondaie e cornicioni.

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Molti palazzi son o crollati come gusci rotti seppellendo centinaia di persone. Barelle e ambulanze sfilano di continuo per le strade e mancano servizi di base: non c’è elettricità, né acqua e le comunicazioni telefoniche sono interrotte.

Gli abitanti hanno assalito i supermercati. Non è uno spettacolo che vedi spesso in Cile. Infatti vengono nominati gli svizzeri dell’America Latina. Perché si abbandonano a gesti vandalici occorre una ragione eccellente : la fame.

Nella seconda cilena , il terremoto ha provocato un blackout che ha convinto i gestori dei supermercati a non aprire. Mancava l’elettricità e le casse hanno smesso di funzionare. Gli abitanti sono rimasti senza cibo , e in più non c’era l’acqua. Per questo sono scesi per strada, gridando “ Non abbiamo da bere né da mangiare”, poi si sono lanciati contro i negozi.

Ci sono voluti la polizia con i lacrimogeni e i cannoni ad acqua per disperderli. Non erano criminali ma signore e coppie , padri di famiglia “Vogliamo soltanto mangiare” gridavano. Ma a volte insieme a loro sono entrati ladri e profittatori da catastrofi. Uscivano dai negozi con stereo e televisori a plasma.

Molte persone per paura di questi malintenzionati hanno deciso di non perdere d’occhio le loro case. Infatti s'i accampano all’esterno in modo da controllarla in tende improvvisate con lenzuola e asciugamani. i più sfortunati non devono controllarla : è caduta. “Ci avevo messo una vita per costruirla” piange una signora che avrà sessant’anni.

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Naturalmente in città si sono date delle priorità. Esempio sono scoppiati 12 incendi , ma i pompieri hanno dovuto trascurarli. Concepcion arranca per rappezzare le ferite. I danni alle infrastrutture sono evidenti : strade spaccate , case distrutte , ponti bloccati.

Nella città si respira un’atmosfera sconfortata e però a tratti adrenalinica “Ce la faremo” dice un gruppo di signore. “Che non si dica che siamo ninas mimadas ( ragazzine vietate ndb)”.

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