TRADURRE/ TRADUCE

TRADUCI IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO
by MADYUR

mercoledì 17 marzo 2010

DAL SENEGAL LA NUOVA DEGLI SCHIAVI. STORIE DI UOMINI CHE CI PROVANO PAGANDO UNA VITA DI SACRIFICI E NON SEMPRE A LIETO FINE.

A sud di Dakar si sentono frasi ormai dimenticate “Barcellona , o morte”. Ma non per un ipotetica guerra , ma per una vita migliore.

cimetire-fadiouth

Sulla spiaggia di Fadiouth , quella delle conchiglie, nel cuore della Petitè Cote , con onde imponenti , sabbia fine , mangrovie , palme piegate dal vento e un sacco di pesci , alcuni cercano di cambiare la loro vita. Dietri i bungalow immersi nel verde e pieni di turisti , 200 persone agitano le mani e piangono. Rispondono all’addio che arriva dal largo. Su una piroga di 25 metri dipinta con colori vivaci, 113 giovani tentano l’ultima sfida. Lo fanno da 10 anni . Vogliono arrivare in Europa o morte.

Dopo mezzo secolo della fine del colonialismo , il Senegal non riesce ad offrire un alternativa a queste persone. Si continua a partire. La ricchezza è solo per il mondo occidentale. Le occasioni della vita sono là.

Cento kilometri più a sud , su un’isola che è diventata un museo , file di afroamericani si affacciano in silenzio sulla porta degli schiavi. Tre secoli dopo, Gorée conserva quasi intatta quella magia carica di sofferenza che ha colpito anche un segretario di Stato come Condoleeza Rice.

Il forte portoghese con i suoi cannoni rivolti al largo , il camminamento delle guardie, il sottoscala destinato alle donne con il mestruo. Tutto avvolto in un silenzio pesante. Fin o a quella porta affacciata sull’oceano , che dalla metà del Seicento portava dritto sul vascello , pronto a salpare verso il buio, l’ignoto.

I giovani ci provano a scappare dal povero mondo.Per arrivare in Europa devono stare su una piroga , usate per pescare, per 8 giorni e 8 notti nell’Atlantico. Solo un movimento brusco , un cambio di peso potrebbe farla rovesciare. La gente che parte è tutta povera , ma tirano fuori 750 mila franchi senegalesi ( 1300 euro) per un mondo , secondo loro, migliore.

Tutti quando partono si affidano ad un viaggio veloce e ad Allah. Via terra è più complicato. Bisogna nascondersi per diversi paesi ed essere in balia di banditi, taglieggiatori, gente che ti ruba tutto e ti abbandona nel deserto. Resistono solo i più forti: molti si lasciano morire.

Sulla piroga oltre ai viveri si possono trovare anche mappe artigianali , tracciate da vecchi pescatori. Un Gps avverte quando esci dalla acque internazionali.

Dakar è questo , ma è anche solidarietà. Haiti è un pezzo mancante del paese africano. Il presidente ha proposto agli abitanti sconvolti del terremoto di tornare in Africa , ha promesso anche un pezzo di terra. Il ministero della Cultura organizza una giornata della memoria.

La piroga spesso punta a Tenerife. La gente è ospitale e spesso applaude questi uomini stranieri come eroi. Un viaggio all’inferno per raggiungere il Paradiso. La Polizia è chiara se per 40 giorni riescono a rimanere lì e non si fanno arrestare possono rimanere. Non è proprio così a volte c’è il ritorno a casa. Una vita spezzata.

A Dakar tra autobus traballanti e stracolmi, carri trainati da asini ridotti a scheletri, moto e taxi sgangherati si parla di Tenerife e del suo cimitero di piroghe affondate.

Ma alcuni riescono nle loro viaggio e chiamano i parenti in Senegal, e riscattano una vita anche di uomini che non ce l’hanno fatta.

0 commenti:

Posta un commento