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lunedì 15 marzo 2010

FERRARA E TORO BLOCCARONO LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE PER OPPORTUNITà POLITICA

Nell’autunno del 2008 il Noe e il sostituto procuratore di Roma Assunta Cocomello arrivarono agli appalti del G8 della Maddalena e alla cricca. Ma come già detto in questo blog, l’indagine venne addormentata dal procuratore Ferrara e dal pg aggiunto Achille Toro “ per opportunità politica”.

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Ora a confermare tutto ci sono tre verbali di testimonianza raccolti il 16 febbraio dai magistrati di Perugia e depositati nel Tribunale di Riesame. A parlare sono Pasquale Starace , capitano, e il tenente Francesco Ceccaroni del Noe, il sostituto procuratore Cocomello.

Ricorda Pasquale Starace “Nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura della Repubblica di Nuoro con delega Noe di Sassari , viene redatta il 5 giugno del 2008 un’informativa in cui si faceva riferimento ad intercettazioni telefoniche che coinvolgevano due imprenditori sardi in contatto con Balducci. In queste conversazioni si parlava di buste di ringraziamento…… Il 15 gennaio 2009 chiedemmo intercettazioni telefoniche. Il 10 febbraio sollecitammo un incontro con la Cocomello , rappresentando l’importanza dell’indagine”

Le intercettazioni non vennero concesse. La delega passa alla Guardia di Finanza “….il mancato accoglimento della richiesta era rappresentato sostanzialmente dal fatto che il magistrato titolare delle indagini (Cocomello) concordasse con noi sulla bontà degli elementi raccolti ma che gli esiti da noi richiesti non venivano adottati per dei contrasti con il procuratore capo Ferrara ed il procuratore aggiunto Toro , i quali si opponevano per opportunità politica e non di discrezionalità giuridica.”

Il capitano Starace , il tenente Ceccaroni e il maresciallo Catalano giungono nell’ufficio di Achille Toro “Toro ci manifestò le sue perplessità sulle ipotesi delittuose prospettate ( la corruzione ndb) in quanto ,a suo parere , si era più presenza di un reato di abuso di ufficio da cui poteva , al massimo, conseguire una richiesta di interdizione dai pubblici uffici”. Inoltre sembrava che la Cocomello fosse in dissenso con la natura politica di Ferrara e Toro.

E’ Toro che sollecita a togliere la delega di indagine al Noe per affidarla alla Guardia di Finanza , data la complessità dell’indagine. Inoltre muove delle obiezioni sulle intercettazioni telefoniche chieste sia dal Noe che dalla Cocomello. Ferrara e Toro volevano che si individuava il passaggio di somme di denaro per supportare la sussistenza di indizi. Al massimo individuavano un abuso di ufficio. Ferrara si preoccupa di tenere segreta l’indagine , per non fare in modo che non avvenisse una fuga di notizie in pieno G8.

Finito il G8 la Guardia di Finanza ,Lavorando su società sospette di Anemone , consegna segnalazioni alla Cocomello che individua “associazione per delinquere e riciclaggio” e obbligatorie le intercettazioni. Toro e Ferrara frenano ancora.

Toro voleva che le indagini fossero condotte su documenti e non sul contenuto di intercettazioni telefoniche. La richiesta di intercettazione venne ritenuta debole da Ferrara e da Toro con particolare riferimento all’indagato Della Giovampaola , “ …che depennammo”.

Dopo il 29 gennaio ci furono arresti e nessuna intercettazione da parta di Roma.

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