Una bara d’oro non è solo una bara. Soprattutto se all’interno giace la salma che portava il nome di Nick Rizzuto jr , crivellato da sei pallottole in pieno giorno lo scorso 28 dicembre in un quartiere residenziale di Montreal.
Era il primogenito di Vito , il boss dei boss italocanadese costretto a piangere l’amato figlio dietro le sbarre di una prigione federale in Colorado, dove una sconta una pena di 15 anni di carcere.
Quella bara non è solo una cassa da morto , ma è una dichiarazione di guerra. I Rizzuto , la cosiddetta sesta famiglia, che fino a poco tempo fa teneva la città , con i suoi bar, ristoranti, politici e contratti edilizi sul palmo delle mani , si sono all’improvviso scoperti vulnerabili , decimati dagli arresti e senza un capo. I nemici ne hanno approfittato.
Prima sono arrivati gli attacchi contro i bar italiani nella loro roccaforte , il quartiere di StMichel : 18 locali sventrati e fatti a pezzi di pallottole e mazze da baseball , e infine incendiati dalle molotov lanciate dai finestrini delle auto in corsa. Poi venti giorni dopo l’assassinio di Nick Jr.
Si era parlato di uno scontro con le Street Gang, le temibili bande dedite allo smistamento della droga con le quali i Rizzuto erano in affari. C’è chi ha tirato in ballo gli irlandesi , anche loro un tempo fedeli ai Rizzuto , firmatari, insieme a russi e colombiani , del cosiddetto Consortium, un’alleanza tra le mafie canadesi per la gestione del traffico dei stupefacenti. Ci vuole coraggio a sparare sei colpi di pistola al figlio di Sua Maestà Vito Rizzuto.
Il vice capo della Polizia , in un affollata conferenza stampa, ha indicato una pista : una faida tra i siciliani di Montreal e la mafia calabrese con sede a Toronto. Così il nome di Paolo Violi è nella bocca di tutti. Nato a Sinopoli , in provincia di Reggio Calabria, nel 1933 , Violi cadde nell’anonimato il giorno in cui Rizzuto, il padre di Vito, decise di fargli saltare la testa mettendo fine alla faida tra i calabresi, capeggiati da Violi , e i siciliani della Sesta famiglia, in guerra per il controllo delle Belle Province.
Ma prima che i siciliani si liberassero di lui , Montreal era il suo feudo personale. La sera del 22 gennaio in un ristorante della città , un uomo a volto coperto si avvicinò da dietro a Violi. Teneva una lupara. Sparò nella sua nuca. “Il maiale è morto” dissero.
Fu quell’episodio a sancire l’egemonia dei Rizzuto in Canada. Con Violi e i calabresi non più tra i piedi , i Rizzuto misero in piedi gli ultimi pezzi della Pizza Connection. Dopo poco tempo la droga delle raffinerie di Palermo arrivò nelle pizzerie di Montreal. Ai calabresi non è mai andat giù la sconfitta del 1978” afferma Lamothe scrittore ed esperto di mafia “ Da allora la morte di Violi non fu mai vendicata. Ora per i calabresi forse è arrivato il tempo di regolare un conto rimasto in sospeso per 32 anni”.
Nicola Gratteri, della Procura di Reggio Calabria, da tempo studia l’evoluzione delle ‘ndrine in Canada , mentre De Francisci, della Procura di Palermo si occupa delle ramificazioni delle cosche siciliane d’oltreoceano.
Se ci fosse ancora Vito Rizzuto tutto questo non sarebbe successo. In Florence , Colorado, Vito paga il prezzo di un omicidio avvenuto nel 1981 , quando coperto da un passamontagna , uccise in un locale di Brooklyn , su ordine di Massano , alcuni personaggi mafiosi per tradimento. Un lavoro rovinato solo dalle dichiarazioni, 25 anni dopo, di Massano che per salvarsi dalla sedia elettrica accuserà Vito di aver partecipato alla strage. Nel 2004 viene arrestato in Canada.
Prima e dopo la faida degli anni ‘70, i gangster siciliani non mancavano di rispetto ai codici della ‘ndrangheta, che consideravano intrisa di storia, onore e rispetto. Ora invece può succedere di tutto. Vito era riuscito a tenere in piedi tutte le anime di Cosa nostra. Ma nonostante i buoni rapporti di lavoro, per i capimafia siciliani , inclusi i Rizzuto.,la mafia calabrese era composta per lo più da contadini senza alcuna visione del mondo al di fuori dei piccoli feudi. “I Rizzuto si credono portatori di sangue della vera mafia” afferma Lamothe.
Nel 2012 Rizzuto Vito uscirà di prigione e tutti sono sicuri che la sua voglia di lottare è enorme, come quella della Sesta Famiglia.
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