In Calabria ora parla di quello che ha visto e taciuto per tanti anni dei rifiuti tossici o radioattivi. Tutto iniziato lo scorso 12 settembre , con la scoperta sui fondali cosentini di un mercantile carico di misteriosi bidoni. Dettaglio inquietante : l’individuazione della nave è stato l’ex boss Francesco Fonti , che dal 2005 si autoaccusa di averla fatta sprofondare al largo di Cetraro con un carico di scorie nocive.
“L’imbarcazione c’è , i bidoni anche, eppure nessuno si preoccupa di recuperarli” denuncia l’assessore Silvio Greco. E qui l’inquietudine della popolazione. Nell’entroterra di Amantea , infatti, dietro la spiaggia di Formiciche dove nel 1990 si è arenata la motonave Rosso , le statistiche indicano l’aumento delle patologie tumorali.
Non a caso tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d’Aiello , i tecnici hanno riscontrato picchi di radioattività ( cava di Petrone) e presenza di sostanze altamente tossiche ( località Foresta e fiume Oliva).
La gente è furiosa , oltre che spaventata. Lo scorso 12 ottobre , Anna C. , una contadina che ha svelato agli inquirenti il suo segreto “Dopo lo spiaggiamento della motonave Rosso” ha dichiarato “ho visto andando al lavoro in località Foresta , dentro una depressione sul lato destro della mulattiera lungo il fiume Oliva , alcune decine di fusti depositati”.
Erano bidoni di grandi dimensioni con cerchi di rinforzo , in tutto tre per fusto : al centro e due all’estremità. Buttati alla rinfusa , ad eccezione della prima fila dov’erano bene allineati.
Un racconto che ha colpito la procura di Paola, anche perché la signora non era sola. Con lei , ha spiegato agli inquirenti, c’era l’amica Gilda , la quale ha confermato ogni dettaglio. Vicino a quei fusti le due signore trovarono una persona sconosciuta.
Un uomo qualunque si sono rivolte per capire cosa ci facesse , quella distesa di bidoni, vicino al fiume ; e per tutta risposta si sono sentiti dire che, all’interno dei bidoni , c’era catrame per realizzare una strada. Quale nessuno non è in grado di indicarlo.
“Posso soltanto confermare che l’esasperazione sta sbloccando la memoria di molti cittadini” dice Bruno Giordano , procuratore capo a Paola.
Da quando i riflettori si sono accesi sul traffico dei rifiuti , in Calabria le anomalie si stanno moltiplicando. A partire proprio da Foresta , dove le contadine hanno visto i bidoni “Di recente, il comune di Serra d’Aiello ha avviato i rilievi per bonificare l’area” riferisce un tecnico.
Ed ecco spuntare le stranezze. “Quando l’Arpacal ( Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ndb) ha ricevuto i risultati , ha scoperto che invece di inserire gli esiti delle analisi nella colonna A , riservata alle zone verdi, qualcuno li aveva inseriti nella fascia B: quella per aree industriali e commerciali , che ovviamente ha parametri più alti” ha spiegato un tecnico.
Teresa Bruno una studentessa di economia ha visto qualcosa di anomalo nella campagna di Foresta. Ne ha parlato con il comitato De Grazia ( dedicato al pilota di corvetta morto , in circostanze scoperte , mentre indagava sulle navi del veleno) e Legambiente. “E’ successo tra il 1991 e il 1992” spiega “Passeggiavo con mio padre e il mio fratellino lungo la briglia dell’oliva , quando ho notato nella vegetazione una macchia blu”. Erano tre bidoni , sprofondati un paio di metri sotto il livello del terreno. “In quel periodo” ricorda Teresa e il padre conferma “c’erano state forti piogge , per cui il fiume aveva scavato sotto la briglia e il terreno s’era fatto molle”.
“Allora” continua Teresa “ né io né mio padre abbiamo colto l’importanza di quell’episodio. Ora tutto è diverso. Adesso, dopo aver saputo dei traffici di rifiuti tossici, ci poniamo mille domande. Sperando , prima o poi , di avere qualche risposta”.
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