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mercoledì 10 marzo 2010

IL CORAGGIO DI TERESA , LA DONNA CHE NON EBBE PAURA DI DENUNCIARE I BIDONI DEI VELENI IN CALABRIA

In Calabria ora parla di quello che ha visto e taciuto per tanti anni dei rifiuti tossici o radioattivi. Tutto iniziato lo scorso 12 settembre , con la scoperta sui fondali cosentini di un mercantile carico di misteriosi bidoni. Dettaglio inquietante : l’individuazione della nave è stato l’ex boss Francesco Fonti , che dal 2005 si autoaccusa di averla fatta sprofondare al largo di Cetraro con un carico di scorie nocive.

bidoni a Pantano

“L’imbarcazione c’è , i bidoni anche, eppure nessuno si preoccupa di recuperarli” denuncia l’assessore Silvio Greco. E qui l’inquietudine della popolazione. Nell’entroterra di Amantea , infatti, dietro la spiaggia di Formiciche dove nel 1990 si è arenata la motonave Rosso , le statistiche indicano l’aumento delle patologie tumorali.

Non a caso tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d’Aiello , i tecnici hanno riscontrato picchi di radioattività ( cava di Petrone) e presenza di sostanze altamente tossiche ( località Foresta e fiume Oliva).

La gente è furiosa , oltre che spaventata. Lo scorso 12 ottobre , Anna C. , una contadina che ha svelato agli inquirenti il suo segreto “Dopo lo spiaggiamento della motonave Rosso” ha dichiarato “ho visto andando al lavoro in località Foresta , dentro una depressione sul lato destro della mulattiera lungo il fiume Oliva , alcune decine di fusti depositati”.

Erano bidoni di grandi dimensioni con cerchi di rinforzo , in tutto tre per fusto : al centro e due all’estremità. Buttati alla rinfusa , ad eccezione della prima fila dov’erano bene allineati.

Un racconto che ha colpito la procura di Paola, anche perché la signora non era sola. Con lei , ha spiegato agli inquirenti, c’era l’amica Gilda , la quale ha confermato ogni dettaglio. Vicino a quei fusti le due signore trovarono una persona sconosciuta.

Un uomo qualunque si sono rivolte per capire cosa ci facesse , quella distesa di bidoni, vicino al fiume ; e per tutta risposta si sono sentiti dire che, all’interno dei bidoni , c’era catrame per realizzare una strada. Quale nessuno non è in grado di indicarlo.

“Posso soltanto confermare che l’esasperazione sta sbloccando la memoria di molti cittadini” dice Bruno Giordano , procuratore capo a Paola.

Da quando i riflettori si sono accesi sul traffico dei rifiuti , in Calabria le anomalie si stanno moltiplicando. A partire proprio da Foresta , dove le contadine hanno visto i bidoni “Di recente, il comune di Serra d’Aiello ha avviato i rilievi per bonificare l’area” riferisce un tecnico.

Ed ecco spuntare le stranezze. “Quando l’Arpacal ( Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ndb) ha ricevuto i risultati , ha scoperto che invece di inserire gli esiti delle analisi nella colonna A , riservata alle zone verdi, qualcuno li aveva inseriti nella fascia B: quella per aree industriali e commerciali , che ovviamente ha parametri più alti” ha spiegato un tecnico.

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Teresa Bruno una studentessa di economia ha visto qualcosa di anomalo nella campagna di Foresta. Ne ha parlato con il comitato De Grazia ( dedicato al pilota di corvetta morto , in circostanze scoperte , mentre indagava sulle navi del veleno) e Legambiente. “E’ successo tra il 1991 e il 1992” spiega “Passeggiavo con mio padre e il mio fratellino lungo la briglia dell’oliva , quando ho notato nella vegetazione una macchia blu”. Erano tre bidoni , sprofondati un paio di metri sotto il livello del terreno. “In quel periodo” ricorda Teresa e il padre conferma “c’erano state forti piogge , per cui il fiume aveva scavato sotto la briglia e il terreno s’era fatto molle”.

“Allora” continua Teresa “ né io né mio padre abbiamo colto l’importanza di quell’episodio. Ora tutto è diverso. Adesso, dopo aver saputo dei traffici di rifiuti tossici, ci poniamo mille domande. Sperando , prima o poi , di avere qualche risposta”.

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