La legge mancia nacque nel 2004 , sotto il governo Berlusconi, con la scusa di finanziare le piccole opere pubbliche locali. Morta nel 2008 , per iniziativa del “tassativo” Prodi. Risorta infine quello stesso anno , con il nuovo governo Berlusconi, ma in una forma diversa , basata sulla par condicio tra i due rami del Parlamento.
Il 17 marzo , la commissione Bilancio del Senato , presieduta dal sindaco di Molfetta , Azzolini del Pdl, ha fulmineamente approvato una risoluzione che impegna il governo a distribuire 110,8 milioni di euro di un fondo per iniziative ambientali previsto da una legge del 2008. Per la ripartizione di quei soldi , il governo si dovrà attenere a un “successivo atto di indirizzo definito” dalla stessa “commissione Bilancio del Senato”.I senatori hanno messo già nella tasca del fondo dopo che due deputati del Pdl avevano già preso una bella fetta.
Il ministero dell’economia è intervenuto decidendo che il potere decisionale di quei soldi tocca ai senatori e ai deputati che siedono nelle rispettive commissioni. Un meccanismo che ha automaticamente trasformato il provvedimento in una versione aggiornata della legge mancia.
Facilmente immaginabile quello che succede ora. ma se non avete fantasia , basta dare un’occhiata a quello che è successo nella Commissione Bilancio di Montecitorio. Dove i 103,9 milioni di cui sopra sono stati utilizzati per finanziare 588 iniziative, dall’estremo Nord delle Alpi fino alla Sicilia. E spesso l’Ambiente c’entra davvero alla lontana.
Nella lista messa a punto dai deputati figuravano 50 mila euro per una scuola di calcio di Torino , 400 mila euro per un’area espositiva dell’olio extra-vergine di oliva a Ragalna, comune del Catanese istituito nel 1985, 220 mila euro per realizzare una rotonda a Pieve Emanuele , nei sobborghi di Milano, 70 mila euro per promuovere i prodotti tipici agroalimentari di Milzano , ridente località del Bresciano.
Per non parlare di interventi come la creazione di una rete per centri di eccellenza per lo sviluppo economico sponsorizzata dall’associazione degli artigiani vicentini ( 200 mila euro) , il restauro della Congrega Ave Gratia plena di Afragola ( 120 mila euro) , il festival internazionale di design di Cantù ( 160 mila) , il restauro della Pala Ligena del Perugino a Fano e la nuova sede della Croce Rossa a Gavirate a Varese.
Marco Canzio, ragioniere generale dello Stato , ha cercato di piantare qualche paletto: ma il Parlamento è sovrano e decide lei come erogare i soldi.
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