
Dopo operazioni e cicli di chemioterapia Rosanna Banfi figlia torna a sorridere mentre racconta al settimanale Gente la sua lunga battaglia contro il cancro . E lo fa con la serietà e la gioia di vivere di chi è scampato a un gravisissimo pericolo: "Dopo un anno molto difficile sto tornando a vivere. Ho finito la chemioterapia e la radioterapia per sconfiggere il tumore al seno". "Ora -continua - sto seguendo una dieta e faccio attività fisica per perdere i chili accumulati, sgonfiarmi e sentirmi meglio. Le cure mi avevano fatto ingrassare 12 chili, che dalla fine dell'anno scorso ho deciso di buttare via. Per regalarmi nuova femminilità".
Quando si scampa a un pericolo anche i dettagli diventano importanti. Dopo la brutta malattia Rossana ha imparato a concedersi qualche piccola civetteria non priva di significato, come il tatuaggio sulla nuca con la scritta "Durabo" ("Durerò" in latino), vero simbolo della vittoria sul cancro . Suo primo alleato durante la malattia è stato il marito Fabio "che si è rasato la testa per essere calvo come me".
"Ho sempre tirato fuori quella grinta che avevo dentro - racconta - quella che ciascuna donna ha, basta volerla far emergere. Ho documentato tutti i momenti della malattia, comprese le prime ciocche di capelli cadute e trovate sul cuscino, poi la testa rasata, la parrucca, io in barella prima di entrare in sala operatoria". Ma la brutta esperienza ha anche lati positivi che hanno permesso a Rosanna di "apprezzare ancora di più la vita, gli affetti" e a "conoscermi meglio".
Dopo la vittoria sulla malattia Rosanna vuole continuare a dare un contributo personale all'associazione Komen Italia , una onlus che si occupa di sensibilizzare le donne sulla prevenzione, oltre che essere un sostegno nella lotta contro il tumore al seno. Ed è con molta franchezza che Rosanna confessa: "Non sono una donna di acciaio, in certi momenti sono nervosa e triste. Stati d'animo dovuti anche al fatto che sono dovuta entrare in menopausa forzata. Io dico che non bisogna vergognarsi di nulla, di mostrare le proprie debolezze, anche le paure, ma di non arrendersi".
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