La bandiera olandese sventola a mezz’asta dal municipio. Un passante commenta “E’ intonata alla giornata. Siamo a lutto. Quest’uomo ci porterà alla guerra civile”. Un altro passante, pensionato, l’ha pensa in maniera diversa “Quando vedevo un gruppo di giovani immigranti – racconta – ero costretto a cambiare marciapiede. Grazie a Wilders potremo ricominciare finalmente a circolare senza temere gli alloctoni”. Gli stranieri vengono chiamati , così gli alloctoni.
La cittadina marina di Almere , in Olanda , di 190 mila abitanti , con la paura di inondazioni, è il nuovo feudo del Pvv , il Partito della Libertà di Geert Wilders. All’inizio di marzo il partito xenofobo e anti-islamista è diventato la prima forza locale , conquistando 9 seggi su 39.
Il leader dell’estrema destra è dato favorito anche nel voto nazionale del 9 giugno. Potrebbe diventare la terza nazionale.
L’Olanda, paese multiculturale per antonomasia, si ritrova senza un governo e una destra xenofoba che avanza. Nessuno , ufficialmente, vuole allearsi con Wilders . Ma niente è scontato.
In questa cittadina i due partiti di maggior livello, cristiano democratici e i laburisti, hanno perso molti seggi. Solo il Pvv e i social liberal liberalisti hanno guadagnato voti.
“E’ tempo di Pvv” campeggia nei manifesti di Almere. Creato solo quattro anni fa il partito di Wilders è andato a cercare voti nei bianchi scontenti. Il suo successo lo si deve all’unico film girato finora, dove paragona il Corano al Mein Kampf. A 46 anni , Wilders, è il politico più popolare del paese , ma sotto processo per incitamento all’odio razziale. Vuol far diventare la sua difesa in uno show chiedendo di far testimoniare Mohammed Bouyeri , l’assassino del regista Theo Van Gogh. Quella morte ha creato paura negli olandesi.
In un discorso Wilders ha pronunciato “I musulmani non devono temere. Ma appena non rispetteranno la legge , li manderemo via”. Appalusi. Ma ormai i suoi discorsi sono collaudati. Durante i comizi attacca dicendo che esistono “facce da turco” e il “nazismo islamico”. Nelle interviste ostenta un volto presentabile.
“Sono la prima vittima dell’estremismo islamico” dichiara , ricordando di essere sotto scorta e costretto a vivere in una località segreta ormai da dieci anni.
Tra le sue proposte l’abolizione dei sussidi pubblici agli stranieri, blocco dell’immigrazione, priorità agli autoctoni alla casa popolare , bando dello chador nei luoghi pubblici, chiusura dei centri per l’asilo politico, divieto di costruire nuove moschee, fine di progetti di integrazione definiti utopistici.
Raymond De Roon , ex magistrato e capolista del Pvv ad Almere, promette pugno duro contro i terroristi di strada e import di gentaglia da altri paesi. Il successo locale del partito è grazie ai stadscommando , una specie di ronda leghista. Saranno finanziati grazie al taglio del 15% dei dipendenti municipali.
Secondo un indagine Almere ha meno stranieri di Rotterdam, Amsterdam e L’Aja. Solo il 6% sono maghrebini e turchi. Ma l’insicurezza è un tema caldo che Wilders sta cavalcando molto bene. Delle donne magrebine pensano che “ questa vittoria provocherà altro astio contro di noi”. All’Aja dove il Pvv è il secondo partito , alcuni olandesi sono andati a votare con il velo in segno di solidarietà con la comunità islamica.
Secondo analisti , però, Wilders non andrà mai al governo. Lui fa solo accuse, non parla mai di soluzioni. Intanto ad Almere non c’è possibilità di creare un governo di destra, mentre all’Aja si è creata un alleanza di governo contro l’onda Wilders. Reggerà?
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