Non c’era solo Achille Toro a fare da talpa nell’indagine del G8 e Grandi Eventi. Altri 3 magistrati e 15 tra impiegati e agenti di polizia giudiziaria di palazzo di giustizia di Roma avevano acquisito , senza averne titolo, informazioni dal database della procura del fascicolo nel quale erano indagati il braccio destro di Bertolaso, Angelo Balducci e Diego Anemone.
La procura di Roma ha avviato un’indagine per verificare per quali ragioni siano stati effettuati almeno 24 accessi al registro generale delle inchieste. I risultati degli accertamenti potrebbero essere trasmessi al Csm, per profili disciplinari , e alla procura di Perugia competente per gli eventuali reati commessi dai magistrati capitolini.
La scoperta degli accessi illeciti è avvenuta a seguito degli accertamenti richiesti dalla procura generale , lo scorso 17 febbraio, in relazione all’indagine a carico di Toro , accusato di rivelazione di segreto istruttorio e corruzione dalla procura di Firenze.
Dalle password per interrogare il sistema informatico si è risaliti ai magistrati. Tra questi il pm Pesci , in quota alla Magistratura democratica, che ha consultato il registro il 26 e il 28 gennaio. Il pm ha già fornito la sua versione al Procuratore Ferrara nella quale di aver effettuato gli accessi per assecondare la richiesta , ritenuta dal pm assolutamente legittima di un collega toscano, Luca Turco.
“MI aveva chiesto a chi fosse affidata l’inchiesta romana sugli appalti del G8” ha spiegato nel rapporto. Una richiesta sicuramente determinata dai sospetti e dalla diffidenza che i pm fiorentini avevano nei confronti della procura romana e in particolare dell’aggiunto Toto, appartenente all’Unicost.
I contatti tra le due procure vennero attivati dopo il 28 gennaio , solo dopo l’uscita sulla stampa dell’inchiesta fiorentina sul G8. Altri magistrati che hanno effettuato l’accesso dice di aver consultato la posizione di un indagato omonimo di Balducci, mentre un altro nega l’accesso.
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