A volte niente pizza con gli amici. Troppi carboidrati. Si dovrebbe andare in palestra per ore per perdere quel peso in più , mandando in fumo quella dieta a base d’albume d’uovo , bistecche e filetti di tacchino.
L’allenamento fisico e un alimentazione iperproteica diventano un’ossessione , non si tratta più di un vezzo per apparire belli durante le passeggiate in spiaggia , ma il segnale di una malattia, la bigoressia, che va curata con l’aiuto di medici specializzati.
Si chiama il “complesso di Adone” che colpisce sempre più uomini che, insoddisfatti del proprio corpo, fanno di tutto per pompare i muscoli. “Si può parlare di disturbo alimentare quando una persona pensa tutto il giorno a cosa deve mangiare e a quanto allenarsi” dice la psichiatra Laura Dalla Ragione.
“Tra i primi campanelli d’allarme c’è un progressivo cambiamento del carattere : i bigoressici sono nervosi , hanno improvvisi scatti d’ira e smettono di avere relazioni sociali e lavorative. Ho visto pazienti a rinunciare ad avanzamenti di carriera perché avrebbero limitato il tempo del loro allenamento”.
Dalla Ragione ha fondato e dirige due centri in Umbria per la cura dei disturbi alimentari ( a Todi e Città delle Pieve) e dalla sua esperienza è nato il libro Giganti d’argilla e dedicato ai disturbi alimentari maschili.
Tutta colpa della pancia a tartaruga? In realtà la bigoressia , che colpisce tra i diciassette e i quarant’anni , cela disagi legati alla crisi dell’identità maschile. “In pochi anni si è sbriciolato il modello patriarcale e poi, a causa della precarietà, l’uomo sa di non poter più provvedere da solo ai bisogni primari della famiglia” spiega Dalla Ragione “E’ come se un corpo ipermuscoloso lo aiutasse a ribadire a se stesso e agli altri una mascolinità socialmente messa in discussione”.
Dei tre milioni di persone che sono in cura in Italia per disturbi alimentari , seicentomila ( il 20%) sono uomini , ma il numero sicuro di malati è più alto : i maschi infatti stentano a rivolgersi a uno specialista.
Tra i nuovi disturbi c’è l’ortoressia , ovvero l’ossessione di nutrirsi solo di cibi puri. Il terrore di essere avvelenati da alimenti adulterati e transgenici spinge questi malati ad alimentarsi solo con pietanze controllate e a passare l’intera giornata alla loro ricerca. Dalla Ragione “Mangiare è una fonte di ansia e drogarsi di cibo sano può portare carenze nutrizionali gravi”.
L’eccessivo opposto è chi ingurgita quantità enorme di cibo dal frigorifero, senza sapere la provenienza , fino allo svenimento. Poi sente disgusto per se stesso. Colpisce dai bambini in età preadolescenziale sia i uomini dopo i 45 anni. A differenziarlo dalla bulimia , è perché al termine della giornata , non si ricorre al vomito , a forsennate pratiche sportive o all’assunzione di lassativi , e quindi il disturbo è associato a forme di obesità.
Infine c’è l’anoressia , che colpisce bambini e adolescenti , spesso con un passato da obesi. Per evitare prese in giro s’inizia una dieta , ma spesso la bilancia diventa un macigno da controllare. nella cura i pazienti vengono rieducati alla sana alimentazione , andando fino alla radice del disturbo con terapie singole e di gruppo.
“Viviamo in una società che, a fronte, di una sterminata offerta di cibo, indica poi la magrezza come chiave del successo” conclude la psichiatra “L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, per i maschi soprattutto , perché a loro viene chiesto di più dal punto di vista sociale”. Spesso i medici dietro la magrezza di un adolescente o i pettorali di un adulto sanno riconoscere la richiesta d’aiuto.
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